Concerti, Kid Rock dal vivo a Colonia il 4 novembre: il report di Rockol

Concerti, Kid Rock dal vivo a Colonia il 4 novembre: il report di Rockol

Kid Rock è un artista a due facce: da una parte è ancora il cowboy un po' rissoso di Detroit, che non perde occasione di mettersi nei guai. Ma oggi in realtà è sempre di più un musicista innamorato della tradizione americana. Vederlo dal vivo a Colonia, città scelta per il suo unico concerto in Europa, ci fa capire come queste due personalità non siano affatto in contrasto, anzi.
Ad ospitare il concerto, pensato per promuovere il nuovo album "Born free", ci pensa la Die Halle Tor 2: un locale bellissimo, appena fuori città, che suscita una sincera invidia a chi come noi è abituato alla musica live in Italia. La struttura è una vecchia costruzione - probabilmente una fabbrica - riqualificata in modo impeccabile, come spesso succede in Germania. L'acustica in particolare è davvero ottima e si sente bene da ogni parte. All'interno ci sono circa un migliaio di persone, assiepate ma anche molto composte.
Alle 21 però le luci si spengono. Il telone bianco che copre il palco si illumina, mentre parte l'intro di batteria di "Rockn'n'roll Jesus".





Sullo sfondo si proietta l'ombra di Kid Rock, accompagnato dal boato del pubblico. Almeno fino a metà del pezzo, quando finalmente viene tolta la tenda e l'artista americano si presenta con il solito look: capelli biondissimi, cappello e camicia da cowboy. Ad accompagnarlo c'è come sempre la sua band Twisted Brown Trucker composta da chitarre, tastiere, percussioni e fiati.
Poi tocca a "You never met a motherfucker quite like me" dare la prima scossa al pubblico di Colonia: ecco dunque che il Kid Rock degli esordi, quello che mischiava rap e southern rock con sorprendente naturalezza, inizia piano piano a fare capolino. "American badass", estratta da "Devill without a cause" e costruita sul riff di "Sad but true" dei Metallica, conferma questa impressione. Poi però, quando sembra di essere tornati alla fine degli anni '90, Mr.Ritchie torna a vestire i panni del tradizionalista con "Slow my roll", una cavalcata southern rock estratta dall'ultimo album "Born free" che dal vivo non suona per niente male.
Il cantante americano sa come tenere il palco, non ci sono dubbi. Dal punto di vista vocale poi sembra in ottima forma e conferma anche discreti progressi tecnici, andando spesso a cercare l'ottava più alta. La Twisted Bronw Trucker poi è il vero valore aggiunto, anche se a volte al chitarrista Marlon Young si potrebbero chiedere assoli più coraggiosi. Di brani nuovi in scaletta non se ne sentono molti: oltre a quello già citato, viene proposto anche "Care", che nel disco vede la partecipazione di Mary J.Blige e del rapper T.I., una ballatona in stile Ben Harper. A sostituire la Blige ci pensa la corista Jessica Wagner, una Venere nera con una voce davvero niente male. Non poteva mancare la super hit "All summer long", durante la quale viene spiegata una gigantesca bandiera americana, e che gli da l'occasione per fare un pizzico di polemica: "Questa è musica vera, non è merda come Britney Spears o American Idol". Se qualcuno pensava che il ragazzo si fosse calmato, avrà cambiato idea.
Kid Rock dimostra comunque di dare il massimo soprattutto quando alza il ritmo e il volume delle chitarre come su "Rock'n'roll pain train", che piano piano si trasforma nella cover di "Everyday people" degli Sly and Family Stone, ma soprattutto in "Cowboy". Cappello da rodeo in testa, il biondo americano scuote la Die Halle Tor 2 e regala sicuramente il momento migliore della serata. Tra i passaggi più deboli invece c'è la ballata "Picture", nella quale si sente la mancanza - e non potrebbe essere altrimenti - della voce di Sheryl Crow. Stesso dicasi per il numero honky tonky di "Half your age", che la band cerca di movimentare con qualche siparietto ma senza riuscire a coinvolgere granché il pubblico. Poi però ci pensa "Bawitdaba" a riportare i decibel e l'attenzione ad alti livelli: Kid Rock si toglie la maglietta e infila il caro cappellino da baseball. Dal vivo i pezzi vecchi sono proprio un'altra cosa.
Un buon concerto, in definitiva. Kid Rock e la sua Twisted Brown Trucker sono una macchina ben oliata e si vede. Certo, l'originalità non è il loro punto forte. Il suono, anche a causa ovviamente delle canzoni stesse, a volte è un po' prevedibile. Ma nel complesso si può essere più che soddisfatti. Finita la setlist e fatto il pieno di applausi, la band torna su per suonare "Born free", il primo singolo estratto dal nuovo disco. Una canzone che sembra davvero uscita da "Born to run", sia come spirito che come arrangiamento. Il pezzo dura quasi dieci minuti, inframmezzato anche da un siparietto con un noto conduttore televisivo di Colonia, e rappresenta meglio di tante parole quello che Mr.Ritchie è diventato: un classic rocker, innamorato di Springsteen e di Bob Seger. Attenzione però: il cowboy rissoso di Detroit può fare capolino da un momento all'altro. E tutto sommato forse è meglio così.

(Giovanni Ansaldo)



Rock'n'roll Jesus
You Never met a motherfucker quite like me
American badass
Slow my roll
Low life
Cocky
All summer long
Rock'n'roll pain train/Everyday people
Care
Cowboy
Half your age
Picture
3 Sheets To The Wind (What's My Name)
So hot
Bawitdaba

Encore:
Born free
 

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