NEWS   |   Pop/Rock / 21/10/2010

Sharon Jones & The Dap-Kings in Italia: 'Il soul a noi piace crudo'

Sharon Jones & The Dap-Kings in Italia: 'Il soul a noi piace crudo'

Arriva finalmente in Italia, sabato prossimo 23 ottobre  al Bloom di Mezzago (qui per informazioni e prevendite), la nuova principessa del “classic soul” afroamericano: Sharon Jones ha 54 anni, è in circolazione dai primi anni Settanta, è amica intima di icone come Mavis Staples eppure solo ora (e soprattutto con l’ultimo disco, “I learned the hard way”: il titolo è tutto un programma) è diventata un nome di culto (allargato),  ammiratissima dagli intenditori e dai colleghi per quella voce duttile ma capace di spaccare le montagne e per le sue sonorità genuine, niente affatto edulcorate. Sorpresa di questo successo improvviso? “Beh, è talmente tanto tempo che io e i Dap-Kings (la sua band dagli inizi, ndr) siamo in giro a lavorare sodo…Fortunatamente per noi, ogni concerto che abbiamo fatto è sempre stato un po’ meglio del precedente, e ogni disco che abbiamo pubblicato ha sempre venduto un po’ di più di quello che era venuto prima. Credo dunque che il successo di oggi sia il frutto di tutto quel duro lavoro, della nostra dedizione alla musica che suoniamo. Mi auguro che manterremo lo stesso livello di crescita nel futuro”. E pazienza se qualcuno li bolla come un gruppo revival, ancorato alle sonorità vintage anni  ‘60-’70 del soul e del funk… “Suoniamo la musica che ci piace, tutto qui”, spiega Sharon. “E quando lo facciamo non ci sembra di essere rétro, né che le nostre canzoni abbiano un sapore antico. Scriviamo musica nel 2010, parliamo di quel che stiamo pensando e vivendo in questo preciso momento. Certo, le nostre influenze sono rintracciabili nei dischi di soul classico, ma per noi è la cosa giusta da fare e credo che chi viene ai nostri show la pensi allo stesso modo. Ci piace il suono analogico, quello sì: in questo momento è così che sentiamo la nostra musica, e quel tipo di processo di registrazione risulta funzionale al nostro modo di essere: c’è un feeling più organico, più crudo, nel nostro modo di registrare. Non credo che cambieremo approccio tanto facilmente”.   

Ci sarà anche un motivo, in fondo, se oggi il soul torna di prepotenza anche nel mainstream e in classifica: vedi il nuovo disco di Phil Collins incentrato sui classici della Motown, o la rilettura che John Legend e i Roots hanno fatto di vecchi “anthem” legati al risveglio della coscienza nera… “Non ho sentito il disco di Phil Collins ma è stupefacente il riscontro che sta ottenendo. Ho ascoltato invece quello di Legend con i Roots e mi è piaciuto: soprattutto perché suona più ruvido di altri dischi di John. E’ quella crudezza a piacermi nella prima musica soul e funk, una qualità che mi sembra manchi a tanti artisti e dischi contemporanei.  Crescendo ho ascoltato molto gospel, e lo conservo ancora nel cuore. E poi ovviamente amo i classici come Aretha Franklin, James Brown, Otis Redding e Sam Cooke. E la mia soul sister preferita che marcia ancora a pieno ritmo, miss Mavis Staples”. Ed Amy Winehouse, che le ha “rubato” i Dap-Kings per il suo primo tour americano, tanto che molti pensano siano la sua band? “Non ho provato alcun fastidio, i ragazzi sanno bene come stanno le cose. In fin dei conti la cosa ha fatto gioco anche a noi e grazie a quella collaborazione abbiamo guadagnato un sacco di nuovi fans. Spero di sentire presto qualcosa di nuovo da miss Winehouse: è giovane e ha troppo talento per sparire già di scena”. 

Anche Miss Jones, intanto, comincia ad avere i riflettori puntati addosso, grazie anche  alle sue collaborazioni con Lou ReedDavid Byrne e Michael Bublé… “Niente di speciale, dopo aver suonato sera dopo sera con i Dap-Kings, la band più tosta del pianeta!”, ridacchia Sharon. “A parte gli scherzi, sono grata dell’opportunità che ho avuto di lavorare con questi grandi artisti e spero che in futuro ci saranno tante altre collaborazioni di questo tipo”. Anche al cinema,  dopo il cameo in “The great debaters” con  Denzel Washington e Forrest Whittaker? “Che esperienza fantastica, mi viene ancora la pelle d’oca a pensarci! Certo che mi piacerebbe fare altri film in futuro. E’ stato davvero uno dei vertici della mia carriera, fino a questo momento. Mi sono trovata accanto a grandi artisti e il fatto che Denzel sapesse chi sono Sharon Jones e i Dap-Kings ancora mi manda in estasi”.

Altri progetti per il futuro? “Sogno ancora di fare un disco di gospel tradizionale. Mi piacerebbe coinvolgere tutti i grandi artisti che ho incontrato nel corso degli anni, gente come Mavis Staples e Al Green: tengo le dita incrociate. Ma ora penso ai prossimi concerti: veniamo in Europa da dieci anni e ci troviamo benissimo. Il pubblico risponde alla grande, apprezza la soul music e quel che facciamo. E’ proprio vero che la musica è un linguaggio universale”.  

 

 

 

 

 

 

 

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