NEWS   |   dalla Stampa / 21/03/2000

Pace in tribunale tra Rai e Celentano

Pace in tribunale tra Rai e Celentano
Su "La Repubblica", Aldo Fontanarosa segnala che «al Tribunale civile di Roma, scoppia la pace tra la Rai e Adriano Celentano. Stamattina, il giudice Scaldaferri dovrebbe dichiarare chiusa, estinta la causa che l'artista aveva avviato contro la tv pubblica ad aprile '97. La causa viene chiusa con l'accordo delle parti, che non si sono neanche presentate alla penultima udienza di novembre, scambiandosi così un chiaro segnale di pace. Tre anni fa, Celentano aveva accusato la Rai di essersi impegnata a produrre due programmi, di 10 e 13 puntate, e di essersi poi rimangiata l'impegno. "Il dietrofront della Rai mi ha danneggiato - accusava l'artista - e mi ha anche fatto perdere un contratto con Mediaset". La sofferta trattativa sul programma, poi arenatasi, aveva portato ad una bozza di contratto tra Rai e Celentano che i legali dell'artista hanno riassunto, in udienza, nei mesi scorsi. Celentano avrebbe ricevuto un miliardo e 400 milioni per il ciclo di 10 puntate, e un altro miliardo e 820 milioni per il ciclo di 13 puntate. In cambio, Celentano garantiva una prestazione articolata, come conduttore, regista e direttore artistico. I soldi compensavano anche le sue consulenze, la cessione dei diritti d'immagine e l'ideazione di spot promozionali del programma. Come spese di soggiorno, il contratto ipotizzava un milione 300 mila lire per ogni giorno a Roma del cantante milanese, 500 mila per l'eventuale noleggio auto, oltra al rimborso dei viaggi. Sempre in udienza era emerso lo spigoloso scambio di lettere tra Celentano e l'allora direttore di RaiUno, Tantillo. Scrive Celentano: "Giovanni, ho avuto l'impressione che avessi scritto a un altro anziché a me". E Tantillo: "No, non volevo offendere un artista e un uomo come te, oggi al telefono". Acqua passata: nuovi programmi poi si sono fatti, ed è pace in tribunale».
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