Musica in studio, dentista milanese condannato a pagare i 'diritti connessi'

Al pari dei gestori di pubblici esercizi (bar e negozi, alberghi e ristoranti), anche medici, avvocati, architetti e altri titolari di studi professionali sono tenuti a versare i “diritti connessi” ad artisti interpreti e case discografiche ogni qual volta  diffondono musica registrata alla propria clientela.  Lo stabilisce una sentenza di condanna che il Tribunale di Milano ha emesso a carico di uno studio dentistico che diffondeva musica a mezzo radio, applicando le norme previste dalla legge italiana sul diritto d’autore che attribuiscono ad artisti e discografici un diritto economico autonomo e indipendente rispetto a quello versato alla SIAE per conto degli autori. L’obbligo di pagamento insorge in relazione alla diffusione in pubblico di musica registrata: e secondo il giudice milanese che ha deliberato sulla vertenza anche la clientela di uno studio dentistico è qualificabile come pubblico, in quanto potenzialmente indeterminata nel numero e nella composizione (mentre il fatto che  l’accesso dei clienti avvenga in maniera programmata rappresenta una mera modalità organizzativa).

    Al pari dei gestori di pubblici esercizi (bar e negozi, alberghi e ristoranti), anche medici, avvocati, architetti e altri titolari di studi professionali sono tenuti a versare i “diritti connessi” ad artisti interpreti e case discografiche ogni qual volta  diffondono musica registrata alla propria clientela.  Lo stabilisce una sentenza di condanna che il Tribunale di Milano ha emesso a carico di uno studio dentistico che diffondeva musica a mezzo radio, applicando le norme previste dalla legge italiana sul diritto d’autore che attribuiscono ad artisti e discografici un diritto economico autonomo e indipendente rispetto a quello versato alla SIAE per conto degli autori. L’obbligo di pagamento insorge in relazione alla diffusione in pubblico di musica registrata: e secondo il giudice milanese che ha deliberato sulla vertenza anche la clientela di uno studio dentistico è qualificabile come pubblico, in quanto potenzialmente indeterminata nel numero e nella composizione (mentre il fatto che  l’accesso dei clienti avvenga in maniera programmata rappresenta una mera modalità organizzativa).

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