Partito il tour italiano degli Inti-Illimani, mentre nei negozi arriva ‘Antologica’

E’ partito con un concerto tutto esaurito all’Horus Club di Roma, mercoledì 15 marzo, il nuovo tour italiano degli Inti-Illimani, e con un primo successo: il sold out ha convinto gli organizzatori a replicare, ancora all’Horus, martedì 21 marzo, in una delle pochissime date ancora libere di una tournée fitta e impegnativa (17/18/19 marzo al Folk Club di Torino; 22 al T. Sanzio di Urbino; 23 al T. Orfeo di Taranto; 24 al Palazzetto dello sport di Ascoli; 26 all’auditorium Faletto Umberto di Tavagnasco (UD); 27 al T.Nazionale di Milano; 28 al Centro Promozionale di Gualdo Tadino; 29 al T.delle Fonti di Fiuggi; 30 al Centro Sociale Livello di Bologna; 31 ultima data al Cinema Teatro Pasubio di Schio (VC) organizzazione e management Pindaro, tel.075/985211), che vedrà il gruppo cileno tornare a girare l’Italia proprio mentre nei negozi arriva un cofanetto di 4 Cd che contiene una summa della sua produzione. Si intitola “Antologica”, e copre la storia discografica del gruppo dal 1973 al 1998, comprendendo quattro brani dal più recente album degli Inti-Illimani, “Amar de nuevo”, ancora inedito in Italia, e un intero Cd dedicato alla musica di Victor Jara, che compare anche al fianco del gruppo in una registrazione rarissima. «E’ un ritratto della nostra storia», spiega il leader della band Horacio Salinas, «e mette in mostra la nostra identità musicale, che è sempre stata quella diretta a ricercare il cuore della musica popolare, ciò che riesce a fare bella una canzone, che sia cilena, napoletana o francese. Questi sono sempre stati gli Inti-Illimani, e questi vogliono essere ancora oggi, visto che attraversiamo un momento artisticamente molto creativo e siamo pieni di curiosità». Arrivati in Italia per una tournée, nel 1973, gli Inti-Illimani rimasero a vivere a Roma in seguito al sanguinoso golpe del generale Augusto Pinochet, e per i 13 e passa anni che rimasero a vivere nel nostro paese incarnarono per molti l’immagine del gruppo politico e rivoluzionario, grazie a canzoni che sono divenuti veri e propri inni, come “El pueblo unido jamas sera vencido”: «Siamo cresciuti in Italia», dice ancora Solinas, «io a Roma ho avuto due figli, e sono orgoglioso di quello che abbiamo rappresentato e ancora rappresentiamo negli ideali di molti. Da parte nostra siamo certi di non aver mai usato la politica per farci belli, ma soltanto perché eravamo coscienti del mondo da cui arrivava la nostra musica. Se suoni le quenas, i flauti tipici della nostra tradizione musicale, non puoi dimenticare che sono uno strumento contadino, e non puoi ignorare quali siano le condizioni di vita di queste persone, le lotte che hanno dovuto intraprendere. La musica e l’impegno sono due cose diverse, ma per noi sono sempre andate di pari passo». Eppure il ritorno in Cile di Pinochet e i festeggiamenti dell’esercito vi avranno amareggiato...«E’ una schifezza, è una vergogna. Bisognerebbe capire quale miracolo si è verificato sull’aereo che portava Pinochet in Cile, visto che è partito dall’Europa semimorto ed è arrivato in Cile ringiovanito e pimpante. Comunque alla fine la sua è soltanto la storia del topo che fugge...non rappresenta più il nostro popolo, fortunatamente, che è molto più nobile, orgoglioso e generoso di lui e dei pochi che lo hanno festeggiato». Ecco di seguito la scaletta completa dell’album “Antologica”:

Volume 1 : 1973/1978
1. “Alturas”
2. “La fiesta de San Benito”
3. “Rin del angelito”
4. “Tatati”
5. “Simon Bolivar”
6. “Exalida el sur”
7. “Lo que mas quiero”
8. “Run Run se fue pa’l norte”
9. “Corazon maldito”
10. “El pueblo unido jamas sera vencido”
11. “Dolencias”
12. “Papel de plata”
13. “Arriba quemando el sol”
14. “Senora chichera”
15. “Ojos azules”
16. “Juanito laguia”
17. “America novia mia”
18. “La denuncia ( con Isabel Parra )”

Volume 2 : 1979/1988
1. “Sensemaya, canto para matar una culebra”
2. “Vuelvo”
3. “La petenara”
4. “Samba lando”
5. “El mercado de Testaccio”
6. “La fiesta de la Tirana”
7. “Un son para Portinari”
8. “Danza”
9. “Campanitas mis llamitas”
10. “Danza di Cala Luna”
11. “Mi chiquita”
12. “Bailando bailando”
13. “Candidos”
14. “El corazon a contraluz” ( con John Williams y Paco Peña )
15. “En libertad (Sevillamas)” ( con John William y Paco Peña )

Volume 3 : 1989-1998
1. “Preludio y fesejo” ( con John Williamas y Paco Peña )
2. “Tarantella Canna Austina” ( con John Williamas y Paco Peña )
3. “Tata San Jean”
4. “Mulata”
5. “Angelo”
6. “Medianoche”
7. “Maria Canela”
8. “Arriesgare la piel”
9. “Yo soy duefio del baron”
10. “Salake”
11. “Antes de amar de nuevo”
12. “La fiesta eres tu”
13. “Entre amor”
14. “La negrita”

Volume 4
1. “La panida”
2. “El arado”
3. “El aparecido”
4. “Charuga”
5. “Vientos del pueblo”
6. “Cai Cai ….?”
7. “Luchia”
8. “A Luis Emilio Recabarren”
9. “Angelita Buenuman”
10. “Cancion a vistor”
11. “Canto de las estrellas”
12. “Las siete rejas” ( con Victor Jara)
13. “La partita” ( en vivo)
14. “El aparecido” ( con orquesta)

Per quanto riguarda il concerto, infine, c’è da dire che quello visto all’Horus Club è un gruppo che tiene fede alla propria storia e ai propri propositi: pochi i momenti ‘impegnati’, accantonati in favore di una proposta più incentrata sulla musica e sulle sonorità tipiche della tradizione sudamericana. L’innesto di un percussionista cubano come Efren Manuel Viera ha permesso alla band condotta dai quattro componenti originali Horacio Salinas, Jorge Coulon, Marcelo Coulon e Horacio Duran di poter contare su un sostegno ritmico di prim’ordine, in grado di farli avvicinare pure a ritmiche maggiormente afro, particolarmente gradite dal pubblico. A completare la formazione il flautista Jorge Ball, assai impegnato alla quena, e il contrabbassista Fernando Julio. Tra i momenti migliori del set, durato all’incirca due ore con svariati richiami sul palco, la parte iniziale composta da “San Juanito”, “RunRun se fue pa’l norte” e “Lo que mas quiero”, una dedica tutta romana con “El mercado de Testaccio” seguita dalla “Danza di Cala Luna”, questa invece ispirata ad una località della Sardegna, e poi la trascinante “Mulata”, arrivata a chiudere il concerto dopo che il pubblico aveva salutato in piedi il finale de “El pueblo unito jamas sera vencido”. Diverse volte il gruppo ha rivolto i suoi saluti e ringraziamenti alla platea e all’Italia, considerata da loro stessi la seconda patria degli Inti-Illimani, e non sono mancati saluti diretti ai vecchi amici presenti in sala e anche qualche riferimento scherzoso ad un calciatore cileno molto famoso a Roma, il laziale Salas. Ecco di seguito la scaletta del concerto inaugurale del tour:
“San Juanito”
“Run-Run se fue pa'l norte”
“Lo que mas quiero”
“America novia mia”
“Tata San Juan”
“Bailando bailando”
“Mis llamitas campanitas”
“Senora Chichera”
“Arriesgame la piel”
“Rin del angelito”
“Samba lando”
“El mercado de Testaccio”
“Danza di Cala Luna”
“Entre nos otros”
«Mi chiquita el Carnaval»
“La marusa”
“Sevillana de la libertad”
“La fiesta eres tu”
“El pueblo unido jamas sera vencido”
“Mulata”

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