Gli Jarabe de Palo cantano in italiano sulle rime di Jovanotti

Gli Jarabe de Palo cantano in italiano sulle rime di Jovanotti
E' il caso di dirlo: galeotto fu Mollica e la sua Taratatà. Perché è dietro le quinte del programma musicale di RaiUno che lo scorso dicembre Pau Donés, voce e autore delle canzoni del gruppo spagnolo degli Jarabe de Palo - nome che in italiano suonerebbe tipo "batosta" o "legnata" - ha conosciuto il "nostro" Lorenzo Jovanotti. Che sul ragazzone trentatreenne, mezzo catalano e mezzo aragonese, ha fatto subito una buona impressione. «Durante la trasmissione è stato Lorenzo a proporci di suonare con lui,» ci ha spiegato Pau, alternando l'inglese con uno spagnolo condito da qualche parola italiana, in una chiacchierata di cui vi daremo dettagliato resoconto prossimamente. «Abbiamo fatto prima "La flaca" e poi, a seguire, un suo brano, "L'ombelico del mondo". Personalmente, ho capito subito di aver incontrato una persona speciale, un buon musicista e insieme un bravo scrittore di canzoni. Un mix difficile da trovare di questi tempi nel mondo della musica». Naturale dunque che la band, avendo deciso di distribuire in Italia l'album "Depende" - il secondo dopo "La flaca" - con la traccia che dà il titolo al disco interpretata in italiano, abbia scelto proprio Jovanotti per il difficile compito di tradurre il testo originale. «Tradurre una canzone è sempre complicato, perché a volte, per salvare il significato, si perde la poesia», ha commentato al proposito Pau, che prosegue: «Nel nostro incontro televisivo avevo avuto modo di vedere che Lorenzo, con naturalezza incredibile, riusciva a reinventare in italiano parti del testo de "La flaca", restandogli fedele nel significato e regalandogli la stessa poesia. Per questo mi è sembrata la persona più adatta al compito».
Il brano "Dipende" - un inno orecchiabile alla relatività, in cui l'impronta jovanottiana è riconoscibile in molti passaggi - è dunque un «regalo» al pubblico italiano, «per ringraziarlo dell'entusiasmo con cui ha accolto "La flaca" e per rendere più facilmente comprensibile un testo che, con il suo sguardo positivo sulle cose, dice molto della nostra filosofia». Ma, a parte questo, la versione italiana è anche un modo per far parlare di "Depende", album che in Spagna è vecchio di oltre un anno - e ha già venduto come "La flaca" - ma da noi arriva alla metà del prossimo aprile. Un disco con cui gli Jarabe De Palo sperano di raggiungere l'obiettivo di «far capire che siamo un gruppo, non una canzone. E che la nostra musica è un mix di influenze molto varie, che vanno dal rock al flamenco».
In contemporanea con l'uscita del disco, è in programma anche un minitour italo-svizzero che, tra l'11 e il 16 aprile prossimi, toccherà Roma, Firenze, Modena, Bellinzona e Milano. E a proposito dello show dal vivo, Pau anticipa che «non c'è ancora nulla di definito, nel senso che non ne abbiamo parlato nei particolari, ma è molto probabile che una capatina sul palco Jovanotti la farà». In questo periodo di relativo risposo - Pau e gli altri membri del gruppo sono reduci da un anno in giro per il mondo a promuovere insieme "La flaca" e "Depende" e adesso stanno pensando alle canzoni per un nuovo album - l'impegno italiano è uno dei pochi in programma, «ma è un vero piacere, perché da un sacco di tempo volevamo venire a suonare nel vostro paese». Chi li ha visti esibirsi davanti a un pubblico giura che l'atmosfera che si respira durante i concerti degli Jarabe De Palo è qualcosa di diverso dalla semplicità sensuale de "La flaca". «Sì, il concerto ci rappresenta in modo più autentico. Per questo spero che venga un sacco di gente a sentirci suonare, perché so che li conquisteremo, che li faremo innamorare della nostra musica».
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