Fischi a Celentano nella serata per De André

Grazie ai maxischermi, trentamila persone hanno assistito, fuori dal Teatro Carlo Felice, alle quattro ore di concerto in onore di Fabrizio De André. Molta emozione sia per gli spettatori che per i cantanti, come testimonia "La Repubblica": «Che "Faber, amico fragile" non sia una passeggiata per nessuno lo si legge in faccia agli artisti, mentre affrontano l'ultimissima prova in un teatro sempre più concitato. Cristiano De André neppure se la sentiva, di esporsi in prima persona, "Ci sono già tanti artisti bravissimi" ci aveva detto pochi giorni fa. Invece, l'ultimo giorno, ha cambiato idea. Perché, Cristiano? "Mi ha convinto Mauro Pagani, a cantare "Creuza de ma" in chiusura di concerto, insieme a lui. Per Fabrizio, certo. E, nel mio caso, anche per Genova, la mia, la sua città. Che in questa occasione davvero ha tirato fuori la parte migliore di sé"». Difficoltà anche per Adriano Celentano, durante l’esecuzione di "La guerra di Piero". Scrive il "Corriere della Sera": «Il Molleggiato ha ricevuto sonori fischi per avere dimenticato passaggi di "La guerra di Piero", nonostante l'aiuto di un leggio. "Dovete scusarmi, e dire che non avevo mai provato tanto - ha detto Adriano -. De Andrè era esagerato, un grande poeta. E scriveva tante parole senza pensare che un giorno le avrebbe cantate un altro". (...) A sorpresa anche la figlia di Fabrizio, Luvi, è salita sul palco e ha cantato "Rimini": "Sono molto emozionata: se mi dimentico le parole perdonatemi". (...) Alla fine Dori Ghezzi ha ringraziato tutti: "Non è stata una festa per Fabrizio, ma con Fabrizio. Sarebbe stato imbarazzato a disturbare tanta gente. Ma sarebbe stato contento perché il disturbo è stato procurato in nome dei suoi amati vinti"».
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