Padre Alfonso Maria Parente: ‘La musica italiana è priva di contenuti; la Chiesa è un’istituzione fascista?’

E’ pieno di provocazioni il primo album di Padre Alfonso Maria Parente, il frate che ha partecipato al Festival di Sanremo con “Che giorno sarà”, uno dei dodici brani di “Paura di pensare”. Tutti descrivono un mondo popolato da personaggi negativi - farabutti, assassini e disperati - dove c’è poco spazio per la speranza; ma l’intento del religioso è ben preciso. “Partiamo dagli sconfitti per arrivare ai vincitori. Ho ritenuto di dover sviluppare una certa tematica per una questione di immagine, non solo artistica, ma anche religiosa”, ha detto a Rockol. “Io vorrei fare un discorso a favore dei diseredati e degli emarginati. Non potevo che partire da testi di quel tipo, per smuovere le coscienze dei benpensanti.”

E’ questo il motivo per cui non accetta censure e non si autocensura, cosciente del potere delle parole: “Mi sento molto responsabilizzato. Sono convinto di una cosa: la musica ha un potenziale enorme di comunicazione, e di veicolazione di messaggi precisi e di quei valori di cui la nostra società è così vuota.” Nessuno dei suoi colleghi musicisti, a suo giudizio, è però in grado di capire l’importanza di questo ruolo: “La musica italiana è priva di contenuti realmente capaci di raggiungere il cuore e la coscienza della gente. Da Piero Pelù ai Liftiba, ai Pooh, a Carmen Consoli: tutti quanti. La musica in Italia non esprime dei valori, dei contenuti profondi. La musica deve creare cultura, deve fare tendenza: e questo io non lo ravviso nella musica italiana. Non ho la velleità o la presunzione di dire che la mia musica lo fa, ma mi sforzerò in questo senso; è mio dovere, non soltanto come religioso, ma anche come uomo.”
Il sacerdote e l’uomo: sulla copertina del disco questi due aspetti sono visualizzati tramite il rosario e la chitarra. “Ho scelto il rosario perché è un oggetto misterioso, ha una potenza strana, arcana che soltanto i semplici a volte riescono a cogliere. La chitarra è un dono, la musica è un dono. Io come uomo di fede e come francescano credo che tutto ci venga come dono dall’alto. Anche i talenti musicali.”

Ai suoi superiori che ne osteggeranno la scelta artistica Padre Alfonso ha già risposto nel brano “Alleluia (e voi cantate)”: “poco m’importa che i gerarchi mi richiamino a obbedire”; e a noi ha aggiunto “Non ho ancora avuto reazioni per questa canzone, ma mi aspetto che ci saranno. Non è una critica, è semplicemente il pensiero ad alta voce di un giovane sacerdote. Ma perché, mi chiedo, in nome dell’obbedienza mi volete impedire non solo di parlare, ma anche di pensare e di esprimere il mio pensiero? Ma allora la Chiesa è veramente un’istituzione fascista?”.
Al pubblico, invece, chiede di non avere pregiudizi nei suoi confronti: “Padre Alfonso, prima di essere Padre, è Alfonso, è il signor Parente. Tutto sommato nella vita io sono questo.”
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