'Fuori' dei Ministri: 'Con questo album siamo tornati al linguaggio zero'

'Fuori' dei Ministri: 'Con questo album siamo tornati al linguaggio zero'

Ad un solo anno di distanza dal precedente "Tempi bui", esce domani, martedì 12 ottobre, il nuovo album dei Ministri dal titolo "Fuori": "Sono dei giorni in cui ci sembra di essere ai preparativi di un matrimonio", spiega l'autore dei testi e il chitarrista della band Federico Dragogna a Rockol, "C'è molta attenzione per questo nuovo album e siamo molto contenti che sia così. Il pubblico per noi è molto importante, abbiamo da sempre cercato di rimare con i piedi per terra senza prenderci sul serio. Io per esempio vado spesso in giro in bicicletta, sto in mezzo alla gente, è proprio così che nascono i miei testi. Anche le canzoni che sembrano più politiche in realtà nascono da un problema mio personale o un problema che ho io con l'affrontare un certo discorso. Non siamo una band che arriva in studio, mette un tema sul tavolino e ci construisce sopra una canzone. Solitamente quando porto un brano in studio suscito reazioni molto goliardiche, anche quando il pezzo è triste. Direi che il nostro approccio alla scrittura dei brani è molto sofferto, pur partendo dall'Io e dal personale, cerchiamo comunque di coinvolgere tutti. I brani vengono assimilati insieme, capita che da un testo triste e lacerante poi ne esca una canzone rock e che in concerto tiri un sacco di gente in mezzo".
La potenza maggiore dei Ministri forse è proprio il suono, invadente sia dal vivo sia su disco: "Ci sono scelte di arrangiamento e suoni che sono volutamente cose che faranno drizzare i capelli a chi ci ascolta. Abbiamo una parte di pubblico barricadera, di quella che quando vede le tastiere gli viene l'orticaria e di certo non si immagina un brano come 'Tutta roba nostra' che ha un intro da Lady Gaga. Questo però è un po' il nostro spirito e siamo contenti così: non vogliamo fermarci in nessun punto, non vogliamo rimanere sempre arrabbiati, ma vogliamo farci seguire nel nostro discorso anche perché il fatto reale è un altro, ci sono belle canzoni e ci sono brutte canzoni, solo questo. Il nostro tentativo è quello di riuscire a crescere tantissimo anche a livello di gente e continuare ad essere un minimo ambiziosi come siamo sempre stati. Il passo deve essere più grande di quello prima altrimenti c'è qualcosa che non va".
"Rispetto a 'Tempi bui' abbiamo cercato di evitare quanto più lo slogan e le frasi ad effetto", continua Federico, "non perché sia un male in sé, ma perché non si può sempre continuare su quella linea. 'Fuori' ha avuto paletti iniziali sul linguaggio e sulla scrittura, ovvero cercare di risalire a un linguaggio zero, un linguaggio base che non avesse troppi riferimenti. E' così che nascono canzoni come 'Città senza fiumi', 'Mangio la terra', 'Il sole' e così via. 'Città senza fiumi' per esempio l'avevo scritta prima che chiudessimo 'Tempi bui', i brani pronti per 'Fuori' erano venticinque: se va bene questo disco magari quelli che non abbiamo inserito li butteremo fuori più avanti".
Domani, 12 ottobre, partirà anche la tournée promozionale, prima con alcuni appuntamenti nelle Fnac d'Italia e poi con un tour vero e proprio: "Per noi suonare è come andare a scuola: ci svegliamo, andiamo in studio, se non stiamo provando vuol dire che stiamo registrando e se non siamo in studio vuol dire che siamo in giro per concerti. Tempo libero? In questo periodo che precede l'uscita del disco e la partenza del tour, se mia madre mi chiamasse per chidermi quando vado a cena da lei non glielo saprei dire..."

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