Notizie
|
10/03/2000
Alexia difende le discoteche
Sul "Corriere della Sera", Alessandro Trocino intervista Alexia, regina della dance, a proposito dei provvedimenti governativi sugli orari delle discoteche. Dice la cantante di "Happy": «Non mi sembra una gran trovata. Chiudono alle tre o alle quattro. E allora? La gente andrà altrove. E chi vorrà bere o impasticcarsi non faticherà più di tanto. Di posti così se ne trovano quanti se ne vogliono. Una o due ore di più o di meno non cambiano nulla. E poi basta dare addosso alle discoteche, non sono loro il problema. In Spagna c’è gente che esce dai locali, va nei supermercati, riempie il bagagliaio di birra e whisky e poi bivacca nel piazzale. La droga? Non dico che non circola. Ma perché non si mettono più poliziotti? Basterebbe controllare di più. Le stragi del sabato sera? Beh, se a un ragazzino dai in mano un duemila, la strage prima o poi arriva. Ma cosa c’entrano le discoteche? Rivolgetevi ai genitori che gli danno i macchinoni. Ai miei tempi, io in disco ci andavo con la Diane. In discoteca ci si è sempre andati solo per ballare e per divertirsi. Altrimenti cosa ci sarei andata a fare io? Sono astemia, non fumo, non mi drogo e guido piano. Ma poi, scusi, le sembro alienata?».