Dr.John, il concerto per Duke Ellington

Su "Il Giorno", Paolo Scarpellini racconta il concerto che Dr.John ha dedicato a Duke Ellington davanti a 1.000 (non molti, a dire la verità) spettatori milanesi. «Un migliaio di curiosi, attirati dal nome in cartellone, quel Dr.John da New Orleans che in 40 anni di carriera ha seminato parecchie e fascinose pagine di rock, blues, funk e jazz meticcio. (...) Accompagnato dal suo terzetto a basso, chitarra e batteria, doveva dimostrare che l'ultimo suo Cd, "Duke elegant", era molto più godibile dal vivo. Invece no: senza orchestra, senza fiati e senza verve, interpretazioni del Duke pur interessanti e "contaminate" come "It don't mean a thing", "On the wrong side", "Perdido" o "I'm gonna go fishin'" sono risultate fiacche e piatte, esattamente come su disco. Meglio, molto meglio quando il dottore seduto al piano col solito cappello ha attaccato con la sua ciurma (in gamba, ma con un impianto audio non all'altezza), da metà concerto in poi, il suo repertorio personale. Quello che l'ha visto spaziare dal ragtime al dixieland, dal funk al rhythm'n'blues, attraverso brani storici tipo "Tipitina", "Soulful warriors" o "Such a night". Quasi obbligando gli spettatori ad alzarsi e ballare a tempo. Con un coinvolgimento minimo, però. Ben lontano dalle travolgenti esibizioni cui Dr. John ci aveva abituato fino a pochi anni fa. Colpa dell'età (59 primavere), della freddezza dell'Auditorium o dell'ingrato confronto col Duca? Ai posteri l'ardua sentenza».
Vuoi leggere di più su Dr. John?

rockol.it

Rockol.com s.r.l. - P.IVA: 12954150152
© 2026 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Privacy policy

Rock Online Italia è una testata registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996