Ma per Andersson e compagni è difficile liberarsi dal passato: il 6 aprile a Londra debutterà "Mamma mia", un musical tradizionale, puro entertainment, con le più famose canzoni del gruppo svedese. «Nel musical di Londra noi non c'entriamo niente. Non è la storia degli Abba, le nostre canzoni fanno da filo conduttore a una vicenda precisa".
Perché gli Abba si sciolsero? Per il suo divorzio da Frida e quello di Bjorn da Agnetha?
"Gli Abba non si sciolsero, semmai si interruppero. All'inizio dovevano essere un paio d'anni, che sono diventati molti di più, tanto da non rendere più possibile una nuova costituzione del gruppo. (...)
"Kristina" è la vera nostra identità, qualcosa di completamente diverso dal nostro passato con gli Abba".
E' uno spettacolo epico, più opera che musical: lei ha avuto un'educazione musicale classica?
"Non ho avuto educazione musicale, non so leggere né scrivere la musica. Compongo su una macchina elettronica, poi qualcuno scrive quello che ho composto".
Dal pop all'opera, prorio come tanti musicisti della sua generazione, McCartney e Elton John compresi. Il prossimo passo sarà la musica classica?
"Al momento scrivo per l'Orchestra Sinfonica di Goteborg, che è l'orchestra nazionale svedese, ma non posso anticipare niente. Sono solo all'inizio e non è facile".
Guardando indietro, riesce a spiegare il successo planetario degli Abba?
"Ancora non lo capisco. Posso fare alcune deduzioni: la qualità delle canzoni e delle incisioni, le voci e il look delle ragazze, ma quello che è accaduto agli Abba resta, per noi quattro, un grande mistero"».