Abba: «Il nostro successo? Un mistero»

Abba: «Il nostro successo? Un mistero»
Su "La Repubblica" due pagine dedicate agli Abba: Laura Putti ha visto il musical "Kristina" in cartellone a Stoccolma, ed ha incontrato Benny Andersson. «Dal 1982, anno di scioglimento degli Abba, Agnetha e Frida hanno inciso un paio di dischi come soliste, mentre Benny e Bjorn sono tornati ad essere un duo, come erano prima di incontrare le due belle ragazze, la bionda e la bruna, sposarsele e divorziarne. (...) Il duo Bjorn & Benny veniva dalla musica popolare, dal folk svedese: fisarmonica e violino ai quali, dopo la fine degli Abba, dopo l'impegno con "Chess", musical scritto dai due con Tim Rice (Londra, 1985), Benny Andersson non ha più voluto rinunciare. Tanto da fondare una sua etichetta discografica, la Mono Music ("Mono, cioè da solo, per una volta senza Bjorn"), e pubblicare, nell'87 e nell'89, due dischi nei quali lui, l'Abba più "serio", suona soltanto la fisarmonica, regalo di papà per i suoi sei anni. Poi nel '90 inizia l'avventura della commedia musicale "Kristina fran Duvemala" (che debutta nel '95 ed è in scena ora a Stoccolma): stanchi dell'America, dell'Inghilterra e della lingua inglese, Bjorn Ulvaeus e Benny Andersson decidono di scrivere un'opera lontana dalla forma del musical, un'opera per la loro gente, con una storia importante. E' un trionfo, anche se assolutamente locale.
Ma per Andersson e compagni è difficile liberarsi dal passato: il 6 aprile a Londra debutterà "Mamma mia", un musical tradizionale, puro entertainment, con le più famose canzoni del gruppo svedese. «Nel musical di Londra noi non c'entriamo niente. Non è la storia degli Abba, le nostre canzoni fanno da filo conduttore a una vicenda precisa".
Perché gli Abba si sciolsero? Per il suo divorzio da Frida e quello di Bjorn da Agnetha?
"Gli Abba non si sciolsero, semmai si interruppero. All'inizio dovevano essere un paio d'anni, che sono diventati molti di più, tanto da non rendere più possibile una nuova costituzione del gruppo. (...)
"Kristina" è la vera nostra identità, qualcosa di completamente diverso dal nostro passato con gli Abba".
E' uno spettacolo epico, più opera che musical: lei ha avuto un'educazione musicale classica?
"Non ho avuto educazione musicale, non so leggere né scrivere la musica. Compongo su una macchina elettronica, poi qualcuno scrive quello che ho composto".
Dal pop all'opera, prorio come tanti musicisti della sua generazione, McCartney e Elton John compresi. Il prossimo passo sarà la musica classica?
"Al momento scrivo per l'Orchestra Sinfonica di Goteborg, che è l'orchestra nazionale svedese, ma non posso anticipare niente. Sono solo all'inizio e non è facile".
Guardando indietro, riesce a spiegare il successo planetario degli Abba?
"Ancora non lo capisco. Posso fare alcune deduzioni: la qualità delle canzoni e delle incisioni, le voci e il look delle ragazze, ma quello che è accaduto agli Abba resta, per noi quattro, un grande mistero"».
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