Confermato: Universal Music cancella la divisione Polydor. Parlano il Presidente Piero La Falce e il dimissionario Roberto Biglia

Filtrata già venerdì scorso, la notizia è stata ufficialmente confermata a Rockol nel pomeriggio di lunedì 6 marzo da Piero La Falce, Presidente della società, nel corso di un incontro al quale hanno preso parte anche Marco Blase, direttore finanziario; Marco Sorrentino, direttore generale della Mercury; Graziano Ostuni, direttore generale della Universal; Marco Zischka, direttore generale della divisione UM3 (ex Strategic Marketing); Claudio Buja, direttore A&R (assenti giustificati Mirko Gratton, direttore generale della divisione Jazz e Classica, e Giancarlo Spadacenta, direttore commerciale). “Ho preferito evitare un comunicato ufficiale per poter spiegare meglio le ragioni della nostra decisione” spiega La Falce, dopo aver anticipato che da settembre la società si trasferirà in un palazzo di sei piani in via Dante, a Milano, che ospiterà le attività discografiche, editoriali e cinematografiche del gruppo.
“E' accaduto questo: avevamo tre divisioni pop, abbiamo deciso di farle diventare due, accorpando Polydor e Universal in una sola divisione 'importante' per il peso del proprio catalogo. Restano dunque due divisioni pop: Universal e Mercury. Il personale che operava per la divisione Polydor è stato ridistribuito in questo modo: il direttore marketing Polydor, Stefano Zappaterra, è diventato direttore marketing di Universal, al posto di Carlo Galassi, il quale sarà responsabile di un nuovo dipartimento che si occuperà di Internet e nuove tecnologie; il capo della promozione Polydor, Davide Benetti, è passato alla divisione A&R insieme a Leo De Rosa e Klaus Bonoldi; Rossana Moro dell'ufficio stampa e Stefano Pierini della promozione radio mantengono le stesse funzioni in seno alla divisione Mercury”.
E Roberto Biglia, fino a venerdì scorso direttore generale Polydor?
“Non volevo privarmi di Roberto Biglia, persona umanamente eccezionale e professionalmente di grande esperienza. Gli ho proposto l'incarico di direttore di una divisione 'etichette distribuite', incarico che purtroppo non ha ritenuto di accettare. Gli ho prospettato l'eventualità di future opportunità in azienda, ma non ha cambiato parere. Posso capire la sua decisione: è ancora molto giovane, e sicuramente troverà spazi in questo mercato povero di uomini validi. Proprio perché Roberto Biglia è una persona di valore, avrei preferito che restasse con noi: perché il successo di un'azienda dipende dagli uomini. Sono convinto che in questo momento sono con noi alcuni degli uomini migliori di questa industria. Ma credo anche in una tattica di gioco fatta di squadra 'corta' e possesso di palla. E questo è uno dei motivi per cui – in linea con analoghe operazioni delle Universal europee – ho deciso di compattare la struttura. Le mansioni che avrei voluto affidare a Biglia sono state prese in carico da Marco Zischka, che con la UM3 si occuperà anche di tutta la gestione del catalogo pop con più di 18 mesi di vita, dedicandosi ai nuovi mercati, ai mercati non tradizionali, ai progetti per l'edicola, al licensing, ai nuovi canali di vendita”.
Rockol ha sentito anche Roberto Biglia. Ecco cosa ci ha detto:
“Sono stato chiamato venerdì scorso insieme a tutte le persone che lavoravano nella mia divisione. Ci è stato illustrato un piano secondo il quale Polydor sarebbe rimasta in vita solo come etichetta. Per tutte le persone era già stata trovata una risistemazione in azienda; a me è stato proposto un ruolo, quello di direttore della divisione etichette distribuite, che non ho ritenuto di poter accettare. Ci ho messo trenta secondi per rispondere 'no, grazie'. Dopo 22 anni di lavoro, dei quali 10 come direttore marketing e 5 come direttore generale, non me la sono sentita di accettare una proposta che ho ritenuto umiliante. Così ho preferito dimettermi. Con l'azienda abbiamo chiuso rapidamente, e con soddisfazione reciproca, un accordo economico; le mie dimissioni sono diventate immediatamente operative. Questa decisione è stata, umanamente parlando, molto dolorosa: venerdì, quando sono uscito dalla sede, sono stato salutato da un applauso dei miei ex colleghi affacciati alle finestre, e nel weekend mi hanno chiamato decine e decine di persone, fra discografici e artisti.
La mia impressione è che questa decisione stesse maturando da tempo, e che si sia atteso il momento migliore per attuarla. Ho avuto comunque la sensazione che da parte dell'azienda ci siano stati e ci siano, nei miei confronti, stima e rispetto; d'altra parte, non penso potesse più esserci, in Universal Music, un 'leader' proveniente dalla gestione PolyGram di Stefano Senardi”.
In proposito, La Falce dice:
“L'uscita dall'azienda di Roberto Biglia ha suscitato tanta attenzione probabilmente anche perché si presta a questa interpretazione. Sono d'accordo sul fatto che se anziché Biglia si fosse dimesso un altro dirigente, magari ex Universal, la cosa avrebbe suscitato meno clamore. Ma ribadisco che il mio ruolo mi impone di prendere decisioni in base all'efficienza della struttura, prescindendo dai rapporti amichevoli. Niente di personale contro Biglia, lo ripeto; tutto è stato deciso avendo come obbiettivo l'azienda e i suoi risultati”.
Roberto Biglia conclude così la nostra conversazione:
“Non ho ancora nessun progetto lavorativo, nessun contatto preciso. Fra le telefonate che ho ricevuto alcune già erano proposte di incontro, ma penso che fossero dettate più dall'emotività del momento che da una concreta volontà di sottopormi progetti o ruoli. Certo, la mia avventura in azienda si è conclusa troppo bruscamente: però non intendo prendere decisioni avventate. Mi piacerebbe dedicare un po' di tempo ai miei figli, valutare serenamente l'accaduto, e pensare al prossimo futuro professionale con lucidità e senza l'assillo dell'urgenza”.
Rockol ringrazia Piero La Falce per la pronta disponibilità con la quale ha organizzato il nostro incontro, indirizza a tutti gli “ex-Polydor” un augurio di buon lavoro, e rivolge a Roberto Biglia un affettuoso “arrivederci a presto”.
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