The Echo Nest ('music intelligence'): nuovo round da 7 milioni di dollari

"The Echo Nest", una delle più interessanti start up musicali, azienda con sede a Somerville (Massachusetts) focalizzata sul comparto della cosiddetta 'music intelligence', ha completato un nuovo round di finanziamento, incassando 7 milioni di dollari grazie agli interventi di Matrix Partners e della già presente Commonwealth Capital Ventures. La società, incubata all'interno del MIT Media Lab e fondata da due ex studenti del think tank tecnologico più importante d'America, ha da tempo costruito un'intera suite di API (Application Programming Interface) che vengono utilizzate in soluzioni 'white label' o integrate nelle piattaforme di oltre 80 aziende, a loro volta impegnate in soluzioni di 'music recognition', ma anche sul fronte dei giochi interattivi. Il ruolo di API e metadata sta assumendo sulla scena dell'industria musicale un'importanza crescente, man mano che lo spostamento della fruizione della musica vede i consumatori orientarsi all'accesso rispetto al possesso e fare progressivamente un uso sempre maggiore della "music cloud". Basti considerare la mole di informazioni (il cui sfruttamento ha evidenti potenzialità di marketing e commerciali) da processare: ogni minuto 700.000 utenti nel mondo accedono a piattaforme e siti di musica online, interrogando a vario titolo un database di oltre 10 milioni di brani cui se ne aggiungono circa 3.000 nuovi ogni giorno, per oltre 15.000 nuove recensioni e interazioni quotidiane aggiuntive.

    "The Echo Nest", una delle più interessanti start up musicali, azienda con sede a Somerville (Massachusetts) focalizzata sul comparto della cosiddetta 'music intelligence', ha completato un nuovo round di finanziamento, incassando 7 milioni di dollari grazie agli interventi di Matrix Partners e della già presente Commonwealth Capital Ventures. La società, incubata all'interno del MIT Media Lab e fondata da due ex studenti del think tank tecnologico più importante d'America, ha da tempo costruito un'intera suite di API (Application Programming Interface) che vengono utilizzate in soluzioni 'white label' o integrate nelle piattaforme di oltre 80 aziende, a loro volta impegnate in soluzioni di 'music recognition', ma anche sul fronte dei giochi interattivi. Il ruolo di API e metadata sta assumendo sulla scena dell'industria musicale un'importanza crescente, man mano che lo spostamento della fruizione della musica vede i consumatori orientarsi all'accesso rispetto al possesso e fare progressivamente un uso sempre maggiore della "music cloud". Basti considerare la mole di informazioni (il cui sfruttamento ha evidenti potenzialità di marketing e commerciali) da processare: ogni minuto 700.000 utenti nel mondo accedono a piattaforme e siti di musica online, interrogando a vario titolo un database di oltre 10 milioni di brani cui se ne aggiungono circa 3.000 nuovi ogni giorno, per oltre 15.000 nuove recensioni e interazioni quotidiane aggiuntive.

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