Sanremo: il Codacons presenta un esposto, i discografici plaudono

Sanremo: il Codacons presenta un esposto, i discografici plaudono
Giorno terzo dopo Sanremo: si passa alle carte bollate. Scrive Carlo Moretti su "La Repubblica": «Il Codacons, coordinamento delle associazioni per la tutela dei diritti dei consumatori, ha presentato ieri un esposto all' Authority delle telecomunicazioni e uno alla Procura della Repubblica di Sanremo perché, scrivono i legali dell'associazione Codacons, "la giuria di qualità ha premeditatamente attribuito voti per annullare i voti della giuria popolare, quando invece i voti della giuria popolare dovevano sommarsi a quelli della giuria di qualità. Attribuire una vittoria secondo il gusto di pochi, la giuria di qualità, a dispetto dei tanti, la giuria demoscopica, potrebbe costituire anche una forma di turbativa del mercato" oltre che, aggiungono, "una forma di tutoraggio culturale inammissibile". Per la verità, altri due giurati, i deejay Luca De Gennaro e Mario Pezzolla, si erano dissociati, sostenendo che ognuno aveva votato secondo coscienza. Ma se gli esposti dovessero essere valutati positivamente, il risultato sarebbe clamoroso: il verdetto delle due giurie del cinquantesimo Festival di Sanremo risulterebbe pesantemente messo in discussione e un'ombra si allungherebbe sul premio agli Avion Travel. Ma il Codacons non si ferma qui: dopo aver sollecitato l'intervento dell' Authority, responsabile per le trasmissioni televisive, e della Procura della Repubblica per eventuali responsabilità penali circa la turbativa del mercato discografico, l'associazione ha infatti invitato tutti i cantanti che hanno partecipato al Festival a "ricorrere contro il risultato ottenuto visto l'annullamento del responso della giuria popolare".
L'iniziativa del Codacons ha incontrato il favore della Fimi, l'associazione dei discografici. Per Enzo Mazza, direttore generale della Fimi che rappresenta oltre 90 aziende, "quanto è successo è una conseguenza di un regolamento assurdo che ci siamo rifiutati di firmare e che la Rai ha voluto imporre: bisognava far votare contemporaneamente le due giurie e soltanto l' ultima sera, indicando i primi tre classificati. Voler indicare anche l'ultimo arrivato è solo gusto per il massacro. Per quanto riguarda le dichiarazioni dei due registi, sono affermazioni gravi, è giusto verificare quanto hanno dichiarato e nel caso correggere il verdetto". Duro anche "Il Secolo d'Italia", il quotidiano di Alleanza Nazionale, secondo il quale la Sinistra ha trionfato a Sanremo. "Il Festival dell'Italia normale e del politicamente corretto - scrive il giornale - si è chiuso con il trionfo del "Trio Quercia" (Avion Travel, Irene Grandi, Gianni Morandi) e la sconfitta della band "fuori dal coro", arrivata implacabilmente ultima (Gigi D'Alessio, Marco Masini, Umberto Tozzi). Questa è politica, non è la vita della gente, al contrario di quanto diceva Bono nel suo appello a D'Alema e Berlusconi. (...) Tozzi di sinistra non è mai stato, D'Alessio è stato candidato di Forza Italia alle comunali di qualche anno fa, Masini ha cantato in piazza con An"». Masini ha però replicato: oltre che da "La Repubblica", le sue parole sono riportate dal "Messaggero": «"È vero, ho cantato per Alleanza Nazionale in passato ma anche per il Pds. Comunque non credo a una ideologizzazione politica della giuria di qualità. Semmai, a essere penalizzati sono stati i cantanti molto italiani, come me». Il quotidiano romano ospita poi «la risentita replica dei Jalisse al direttore di Raiuno Agostino Saccà, che aveva detto di essere "riuscito a traghettare il Festival dai Jalisse agli Avion Travel". "Quale direttore di una tv pubblica dovrebbe tenere per sé tali giudizi ed evitare di tempestare e crocifiggere dei ragazzi che vogliono essere etichettati quali mediocre simbolo della canzone nazionalpopolare».
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