“E’ cambiato, certo, ma non così tanto. La cosa che mi piace di più, adesso, è che ci sono in giro contemporaneamente tanti generi musicali diversi, ed è possibile ascoltarli ed apprezzarli tutti”.
“Negli anni Settanta e Ottanta non si trovavano buone canzoni, adatte a me; allora ho un po’ lasciato l’attività dei dischi e mi sono concentrato su quella dei concerti dal vivo, specialmente in America”.
Parliamo di calcio: è tifoso di una squadra in particolare?
“Quando torno in Inghilterra, tifo per il Leeds”.
Cosa pensa del rock che esprime o sostiene istanze sociali?
“Personalmente, sono d’accordo con l’attività di Jubilee 2000. Ma, come artista, penso che il ruolo del cantante non sia quello di cercare di influenzare l’opinione pubblica; credo che ognuno di noi dovrebbe fare la propria parte come crede e come può, ma con discrezione, non pubblicamente”.