Francia, partono i primi 'avvertimenti' ai file sharers

Tutto è pronto, in Francia, per far partire i primi avvertimenti destinati ai “pirati” del Web,  secondo quanto disposto dalla famosa legge imperniata sul concetto delle tre infrazioni. Lo ha confermato a Billboard un portavoce dell’Hadopi, l’autorità amministrativa incaricata di monitorare le attività di peer to peer illegale in rete e di spiccare i “cartellini gialli” ai file sharers recidivi, anche se lo stesso organo mantiene il riserbo sul numero di “warnings” in partenza. Su iniziativa delle case discografiche e degli altri detentori dei copyright, che hanno fatto pervenire le prime segnalazioni a metà agosto, la Hadopi ha già contattato diversi Internet Service Providers francesi chiedendogli gli ID degli utenti identificati come trasgressori di legge: la procedura stabilita dalla legge concede all’autorità tre mesi di tempo per dare seguito alla segnalazione, prevedendo un primo avvertimento inviato via e-mail e un secondo, in caso di recidiva, tramite lettera assicurata. Se la violazione si ripete nell’arco dei diciotto mesi successivi, l’Hadopi può ricorrere al giudice, che ha facoltà di comminare al “pirata” una multa fino a 1.500 euro oppure di disporre la sospensione del suo account Internet da un mese a un anno. 

Accolta con soddisfazione dall’industria discografica, intanto, l’approvazione in sede di Parlamento Europeo del “rapporto Gallo” (che in sostanza propone un’estensione delle misure francesi al resto della UE)  sta suscitando vivaci reazioni di protesta nel mondo di Internet. L’associazione per la tutela dei diritti digitali Quadrature du Net, per esempio, ne parla come di un “testo estremamente repressivo che rappresenta un ulteriore passo in avanti nella crociata intrapresa dalle industrie dell’intrattenimento contro il loro stesso pubblico”, aggiungendo che il Parlamento “ha mancato di riconoscere che le misure invocate da questo testo non legislativo intaccano profondamente le libertà fondamentali dei cittadini, in sostanza accoltellandole nella schiena”.

 

 

 

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