Le canzoni di Bregovic in polacco: ci pensa Kayah, la nuova star di Varsavia

Si chiama Kayah, viene da Varsavia e deve la sua attuale popolarità ad un album inciso insieme a Goran Bregovic nel settembre 1998, ma soltanto adesso promosso nel resto d’Europa: “Kayah-Bregovic” ha ottenuto il disco di platino in Polonia in soli 6 giorni, nonostante l'altissima incidenza negativa della pirateria, che in Polonia viene stimata attorno al 60%. Le 10 canzoni in esso contenute sono composizioni di Bregovic con testi di Kayah, di carattere tipicamente polacco, o rivisitazioni di Kayah di testi precedentemente composti da Bregovic. A queste si aggiungono canzoni già rese famose dalle colonne sonore di "Underground", "Arizona dream" e "Il tempo dei gitani" in nuovi arrangiamenti che sottolineano il temperamento che accomuna i popoli slavi. Alla registrazione di Kayah-Bregovic hanno partecipato musicisti turchi, greci e georgiani oltre alla Wedding and Funeral Band e alla Highlanders' Band di Zakopane. In 6 mesi l'album ha venduto 520.000 copie, rivelandosi per Kayah una mossa più che azzeccata:
«Devo molto a questo album», esordisce lei, capelli neri corvini e sorriso aperto, di passaggio in Italia per presentare il disco alla stampa. «E’ un album che mi ha permesso di viaggiare molto per promozione, cosa che fino a questo momento era mancata alla mia carriera in Polonia. Già l’idea di essere in Italia mi sembra incredibile!»
Kayah ha iniziato la sua carriera da giovanissima, collaborando con i maggiori artisti pop polacchi, e presto si è messa in luce come una delle più interessanti cantautrici dell'Europa dell'Est, grazie al fascino versatile della sua voce. Il suo esordio da solista è del 1995 con "Kamie", vero e proprio evento nel panorama musicale polacco, tanto da portarla alla vittoria del "Fryderyk", il più importante riconoscimento musicale della Polonia. Il singolo “Kamie” ha dato vita nel '96 all'album “Zebra”, ballate intrise della più struggente melanconia slava alternate a forti ritmi funk, soul e jazz.
«La musica che faccio normalmente è molto diversa da quella presente sull’album realizzato in coppia con Bregovic», dice, «si tratta più che altro di un jazz con forti venature soul, una musica che io chiamo “black&white”. In ogni caso ho sempre amato anche la componente popolare della musica dell’est, e lo ascoltata per anni, per cui quando è arrivato Bregovic nella mia vita in un certo senso ero pronta ad accoglierlo! »
A proposito, come vi siete conosciuti?
«E’ stata una cosa molto buffa, perché è avvenuto ad una festa. Io cantavo e lui era lì in veste di invitato. Naturalmente non sapevo chi fosse, di persona, ma quando me l’hanno indicato sono stata presa dal panico. Sono sempre stata una grande fan del suo lavoro con Kusturica, per cui ero molto emozionata: morale, non gli ho nemmeno rivolto la parola, però in compenso ho cantato, visto che ero lì per questo. Due settimane dopo, la BMG polacca mi ha chiamato per dirmi che Bregovic voleva conoscermi e incidere un album con me».
E come sono andate le cose?
«Molto bene, anche se lui non è sembrato particolarmente interessato ai testi che io ho scritto per l’album e che naturalmente sono in polacco. All’inizio, quando gli ho detto che avrei riscritto in polacco i suoi testi, mi ha suggerito comunque di trarre spunto dai suoi. “Ma io sono una donna!”, gli ho obiettato, e lui mi ha detto “Ma i miei testi sono molto femminili”, ed era vero, al punto che per due o tre canzoni ho tenuto buoni i suoi spunti. Le altre sono state riscritte alla luce della mia sensibilità, quindi per molti versi, nonostante si tratti di un album con alcune delle più note composizioni di Goran per il cinema, quello che avete davanti è un disco nuovo».
Ci sono dei nuovi brani scritti per l’occasione, oltre ai classici di Bregovic?
«Sì, ci sono due o tre canzoni eseguite dal vivo ma mai pubblicate, e una scritta proprio per l’occasione».
Avete suonato già dal vivo?
«Sì, in Polonia abbiamo tenuto un concerto a Varsavia, lo scorso 10 settembre, davanti a 60mila persone: ero terrorizzata! E adesso abbiamo in programma un minitour in primavera. Per quanto riguarda l’Italia, sono stata invitata a suonare il 9 giugno a Roma in occasione di una manifestazione parallela al Giubileo, per cui siete tutti invitati!»
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