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07/02/2000
La tecnologia tradisce Andreas Johnson
Durante un’intervista, Andreas Johnson ha spiegato di aver temuto di aver perso il treno della grande occasione quando si è trovato nell’ufficio del boss della sua attuale casa discografica. «Mi sono presentato nel suo ufficio con tre canzoni registrate su DAT. Ho appoggiato il registratore sul tavolo, ma non è successo niente. Ho schiacciato un po’ di pulsanti, nervosamente, ma ancora non è successo niente. Poi, con mio grande orrore, il nastro è rimasto incastrato. Per fortuna c’era una chitarra appesa al muro: l’ho presa e gli ho suonato i miei pezzi. Ma non so cosa avrei fatto se fossi stato un pianista».