Concerti, Azoff (Live Nation) annuncia 'trasparenza sul prezzo dei biglietti'

Live Nation Entertainment, leader incontrastata della musica dal vivo a livello mondiale specie dopo la fusione con Ticketmaster, prosegue sulla strada della trasparenza invocata dal pubblico dei concerti: negli Stati Uniti, chi acquista il biglietto di ingresso a un evento organizzato o posto in vendita dalla multinazionale del live ha ora la possibilità di conoscere in anticipo l’entità dei famigerati “diritti” o servizi collaterali applicati al prezzo base del tagliando (così da valutarne l’incidenza sulla sua spesa finale). “Inutile dire”, ha spiegato il presidente esecutivo di LNE Irving Azoff, “che un grosso promoter ci ha già scritto chiedendoci di interrompere questa pratica”; secondo lo stesso Azoff, infatti, l’iniziativa non incontra grandi favori tra gli artisti così come tra gli organizzatori di concerti e tra i gestori di locali, dal momento che le varie commissioni addebitate al consumatore vanno a beneficio di tutti i soggetti che partecipano alla realizzazione di uno show dal vivo. Ciò nonostante, Live Nation sembra intenzionata a procedere unilateralmente su questa via, a dispetto del fatto che gli sconti sui “servizi” rappresentano ormai la sua “maggior voce di spesa annua”: “Lo abbiamo capito, le tasse di servizio non vi piacciono”, scrive sul blog della società un portavoce della società commentando i risultati di una ricerca di mercato appositamente commissionata.  “E non vi piacciono soprattutto perché non capite a cosa diavolo servano. Dunque faremo del nostro meglio, nei prossimi mesi, per aiutarvi a capire il nostro business, e come le nostre tariffe si raffrontano a quelle applicate da altri soggetti industriali (sia nel ticketing che nell’e-commerce in generale)”. 

Alcuni commentatori fanno tuttavia notare che l’operazione trasparenza sul prezzo dei biglietti non può ancora dirsi completa, dal momento che LNE non informa ancora il singolo utente sulla ragion d’essere, i beneficiari e l’entità di ciascuna voce di spesa (ad esempio di quelle relative alla gestione elettronica degli ordini e alla distribuzione dei biglietti). “Non possiamo ricondurre tutte queste spese a una tariffa pro capite finché non sappiamo quanti biglietti sono stati venduti e quali metodi di consegna sono stati scelti dal pubblico, ciò che accade solo in un secondo momento” si difende Azoff su Twitter, ormai veicolo insostituibile di Live Nation sul fronte della comunicazione e della promozione: proprio nei giorni scorsi, nel tentativo di stimolare domanda di biglietti “last minute”, la società ha cominciato ad effetturare sul social network le sue promozioni  “Earlybird”, che per 24 ore rendono disponibili due biglietti al prezzo complessivo superscontato di 20 dollari.  

   

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