Notizie
|
24/01/2000
Gli Eiffel 65 e il potere del caso
Sul "Corriere della Sera", mezza pagina per gli Eiffel 65: «Un musicista, un cantante e un deejay: ecco il mix vincente degli Eiffel. Maurizio Lobina, 26enne di Asti, è il creativo del gruppo, quello che inventa le melodie: suona il pianoforte da quando ha 5 anni e a 18 anni ha scelto la strada della dance. Gabry Ponte, nato a Torino 26 anni fa, è il dj. A lui il compito di rendere ballabili i brani grazie al passato (e anche al presente) alla consolle nelle discoteche del Nordest. Jeffrey Jey, 29 anni, è la voce: aveva un anno e mezzo quando i suoi genitori hanno lasciato la Sicilia per gli Stati Uniti. E' tornato in Italia a 14 anni, ma pronuncia e accento indispensabili per "ingannare" e conquistare le orecchie degli anglofoni ci sono ancora. Cantiere del successo gli studi della Blissco, etichetta indipendente di Torino con un posto di tutto rispetto nel panorama della dance. E le major hanno fatto a gara per aggiudicarsi la distribuzione del disco: in Italia e Inghilterra ha vinto la Wea-Warner, in Francia la Sony, in Germania la Bmg e negli Usa la Universal». A proposito del nome, spiegano: «La scelta è sempre un processo delicato: il nome dovrebbe rappresentare il gruppo. Contravvenendo a questa regola abbiamo creato un programma sul computer che estrae parole a caso. Così è uscito Eiffel. E il 65? «Sugli appunti consegnati al grafico che doveva studiare il logo c'erano scarbocchiate quelle cifre. Abbiamo visto il simbolo e ci è piaciuto. Il caso, secondo noi, è un potente strumento creativo». Andrea Laffranchi chiede come si convive con un successo miliardario. Risponde Lobina: «Ho iniziato questo lavoro quando avevo 18 anni perché mi piaceva ballare. Jeffrey e Gabry hanno addirittura mollato l'università per seguire questa passione. Non ho mai pensato ai soldi che avrei potuto guadagnare. Certo, la mia vita dal punto di vista economico è cambiata, ma non faccio pazzie, non ho comprato macchine lussuose o ville con piscina e continuo a frequentare la stessa gente di prima».