Laura Pausini, lancio in grande stile del nuovo disco

Laura Pausini, lancio in grande stile del nuovo disco

Presentazione da star per “La mia risposta”, quarto disco di Laura Pausini, la cantante italiana più famosa nel mondo.

La giovane artista di Solarolo (Forlì) è stata presentata da Amadeus nel corso di una conferenza stampa-show per una folta platea di giornalisti provenienti da nove paesi europei e quattro sudamericani, nonché di svariati personaggi del bel mondo: Giorgio Armani, Billy Costacurta e Martina Colombari, Lorella Cuccarini e Marco Columbro, Mario Lavezzi e alcuni grossi calibri della Warner, venuti a controllare il lancio della loro artista da decine di milioni di copie. In tutto questo, una Pausini con un nuovo look vagamente più grintoso e una notevole sicurezza di sé (specie nella lingua spagnola, come ha dimostrato con un irresistibile dialogo con Teo Teocoli - alias “Macho Camicho”), ha spiegato che il titolo “La mia risposta” sta a indicare una replica in musica a tutti gli interrogativi che si è posta in questi ultimi due anni.


A proposito della svolta “soul-pop” che caratterizza il disco, ha spiegato: «Mi stavo annoiando a fare sempre le stesse cose. Ora, anche grazie ad Alex Richbourg e le sue ritmiche che hanno influito moltissimo sul mio modo di cantare, non urlo più come una pazza». Momento curioso quando Mark Foster, direttore marketing della Wea Europe, ha indicato come obiettivi immediati della promozione i paesi latini, Francia, Austria e Svizzera, obiettivi a medio termine Germania e Est europeo, e obiettivi da raggiungere in futuro i paesi di lingua inglese, magari con dischi in inglese. Laura ha “gelato” un po’ le sue aspettative dicendo: «No, non me la sento di fare dischi in inglese. Me lo hanno proposto più volte, ma anche David Foster, il produttore, ha dovuto accettare il fatto che io non voglio fare Celine Dion. Forse non sono abbastanza coraggiosa. Ma voglio fare la musica che mi piace nel modo che mi piace. Se poi perdo il treno pazienza, tanto ho già un sacco di roba da fare, che me ne avanza».
A dire la verità un pezzo in inglese sul disco c’è: è “Looking for an angel”, scritta da Phil Collins. Per il resto, vari autori per le musiche (soprattutto il tastierista Eric Buffat) mentre la maggior parte dei testi porta la pregiata firma di Cheope (figlio di Mogol) e della stessa Pausini; una di queste è ispirata da una poesia di Madre Teresa di Calcutta.

Tornando a una dimensione più italiana, Laura ha detto che per una partecipazione al Festival di Sanremo la sua posizione è più “no” che “sì”, anche se guarda con interesse al progetto di Fabio Fazio, e che tra le nuove leve della musica italiana stima moltissimo Elisa. Quanto alla nostra musica all’estero, «gli stranieri apprezzano soprattutto gli interpreti melodici, come me, Ramazzotti e Nek. Sarebbe bello che ascoltassero anche Ligabue e Almamegretta, ma forse la nostra tradizione rock è troppo recente per loro».
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