Sanremo, i testi ‘fuori schema’

Sanremo, i testi ‘fuori schema’
Sul "Corriere della Sera" Mario Luzzatto Fegiz anticipa i temi della canzoni del prossimo festival di Sanremo. «Pochissine canzoni sfuggono alla consueta parata di temi sentimentali o stralunati proposti. Curioso notare come la canzone più impegnata del festival, e che certamente farà discutere, sia proposta da un frate, padre Alfonso Maria Parente del convento di San Giovanni Rotondo. Il brano di padre Alfonso descrive tre quadretti non proprio idilliaci: "Un tipo a terra col cucchiaino sta riscaldando qualcosa di strano... sta preparando la sua dose d'amore", un ubriacone su una panchina in un forte "odore di urina". Passa un prete e si allontana disgustato. Ma, dice il testo, "fortunato colui che dentro la bottiglia trova la felicità che il prete non ha". Terzo quadretto: una donna batte il marciapiede, un'auto si ferma, si accosta il dialogo è rapido e lei sale. Il messaggio è nel ritornello: "Qualcosa cambierà quando qualcuno qualcosa farà, arriverà un giorno in cui...". Difficile dire se un testo del genere, soprattutto la parte che sottolinea l'indifferenza e il disgusto del prete, abbiano avuto l'imprimatur del mondo cattolico. "Non c'è bisogno di imprimatur - replica padre Alfonso -, è un testo che ho desunto dalla parabola del Buon Samaritano. E dal Vangelo, Luca 10,31, se non ricordo male". Padre Alfonso Maria Parente, 34 anni, è un frate cappuccino, nato e cresciuto a Milano e attualmente nella comunità del convento di San Giovanni Rotondo, quello di Padre Pio. Dice Messa da due anni. Suona la chitarra, propone un genere rock-blues, è stato scoperto dal manager Dino Vitola (cui si devono i debutti sanremesi di Vasco Rossi, Zucchero, Fiorella Mannoia, Cutugno). Porta sempre la tonaca e i sandali senza calze (e così salirà sul palco dell'Ariston)». Fegiz segnala anche, «Fra le canzoni fuori schema all'imminente festival, quella dei Lythium, vincitori dell'Accademia di Sanremo con un tango-rock ("Noel") in cui il protagonista balla con la morte. E Irene Grandi che canta un testo di Vasco Rossi in cui emerge la sua filosofia amorosa e sessuale del "mordi e fuggi". "E’ un rapporto di coppia aperto, libero, senza starsi addosso, quello che Vasco ha scritto per me nella canzone ‘La tua ragazza sempre’ - rivela la cantante - Per carattere e mentalità mi sento molto vicina a Vasco: faccio quello che mi sento per istinto senza pensare alle conseguenze. Al Festival di Sanremo del '94, fra gli esordienti, avevo presentato ‘Fuori’, una sorta di ‘Vita spericolata’ al femminile. Così l'ho cercato. Ci siamo incontrati e ci siamo capiti e allora gli ho chiesto di scrivermi una canzone. Ne è scaturito un brano curioso: la normalità nella coppia non esiste" ». "Fuori schema" «anche, ma solo per chi conosce la sua storia privata, il diario di un anno di malessere e anoressia di Gerardina Trovato ("Gechi e vampiri"). (...) La disaffezione per se stessi e per la vita, visti però con la lucidità e l'ottimismo di chi è ormai fuori dal tunnel. E anche se i toni sono sfumati non si può non pensare a un riferimento autobiografico, dato che l'artista siciliana esce da un brutto periodo». Sempre in tema di Sanremo, da segnalare che Sting ha confermato ieri la sua presenza come ospite. Secondo il quotidiano milanese, all'Ariston Sting porterà "Desert rose", il brano etnico maghrebino incluso in "Brand new day" e cantato con Cheb Mami, astro del rai. «Sting ha spiegato che alla sua decisione "ha contribuito l'amicizia con Pavarotti, e la sintonia con Fabio Fazio dopo la partecipazione a "Quelli che il calcio"». Il giornale aggiunge che al festival ci sarà anche Hevia, da ieri in testa alla classifica degli album più venduti in Italia.
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