Baglioni, amici e nemici tra colleghi, tv e promoter

Baglioni, amici e nemici tra colleghi, tv e promoter
Credits: Angelo Trani
A poche ore dal concerto di San Siro, durante il quale approfittando della diretta il cantautore romano potrebbe modificare con nuove esternazioni i suoi già variegati rapporti diplomatici, mettiamo un po’ d’ordine nella crociata baglioniana di questi ultimi mesi.

Amici di Baglioni:
Il pubblico che lo segue (salvo pause come dal 1987 al 1993) e Fabio Fazio. La Rai ha accettato qualche compromesso con Baglioni sui suoi show anche per convincere Fazio e il direttore Carlo Freccero a non cambiare bandiera. Stima "ideologica" da parte di Vittorio Salvetti: «Ha fatto un grande show in playback: io sono un grande assertore del playback. Anche se non capisco che senso abbia fare una replica dopo solo un mese».
Nemici di Baglioni:

Vasco Rossi (“Io non faccio playback, faccio concerti, e non spettacoli di arte varia come fa lui.

E' un cantautore mediocre, un punto di riferimento per orchestre tipo "I Nuovi Angeli”), Eros Ramazzotti (“Fa l’ottavo re di Roma. E’ come un bambino che vuole sempre la palla”), oscuri burocrati che macchinano per non concedergli tutti gli stadi che vuole quando vuole, e mettiamoci anche il buon Luigi Di Biagio, che tirando sulla traversa un rigore ha sancito il crollo delle vendite dell’inno “azzurro” di Claudione. Mettiamoci anche qualcuno che in Rai ha fatto notare che invece di mobilitare una troupe e spendere dei soldi per proporre lo show di San Siro tanto valeva replicare quello dell'Olimpico. Mettiamoci infine anche i maggiori organizzatori di concerti in Italia, accusati di “ammassare i giovani, spruzzandoli con l’idrante come vacche”. Domenico D’Alessandro ha replicato: “Sono quarant’anni che vive grazie ai promoter. E' in cerca di medaglie per riempire lo stadio di Milano”. “Baglioni ha bisogno di essere sempre al centro dell'attenzione. Lui si serve di un promoter che non è un promoter, non è nemmeno iscritto all’Assomusica e organizza i concerti in venti giorni”, ha fatto notare Claudio Trotta, anche lui convinto che l'autore di "Avrai" voglia solo farsi pubblicità. Massimo Gramigni, che di Assomusica è il presidente, ha dichiarato: “Dovrebbe preoccuparsi solo di cantare”. .

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