Geri Halliwell in Italia: «Non so cantare? Questione di gusti…»

Parla mentre mangia, Geri Halliwell, improvvisando un pranzo a base di verdura e frutta nella saletta che l’Hotel le ha messo a disposizione per le interviste. Sono soltanto le 11.30 del mattino, ma Geri è già affamata: «Colpa del cibo, che qui in Italia è troppo buono…», scherza, anche se non è certo l’insalata il nostro piatto forte…
La prima osservazione non è proprio da galantuomini, visto che le facciamo notare che vista di persona è molto più magra che in tv e nelle Spice Girls: la ragazza non si infastidisce e anzi dice: «E’ vero, nelle Spice ero più grossa, ma adesso sono a posto, tranne quando vado in tv: lì continuo a sembrare cicciotella. Comunque grazie per i complimenti…»
Le chiediamo se si aspettava un’accoglienza così calorosa in Italia e lei non esita a definire quello italiano «il mio pubblico numero uno. Sono inglese e proprio di recente sono andata in un club in Inghilterra e mi sono trovata molto bene, circondata da gente molto amichevole. Amo la Gran Bretagna perché è il mio paese, ma qui è tutto così diverso: avete un ottimo cibo, splendide città, siete molto accoglienti. Perfino i paparazzi sono carini!»
Altra domanda: come ha vissuto l’uscita del proprio album solista, giudicato da molti una mossa molto rischiosa? «Certo, ma ogni volta che vuoi cambiare qualcosa nella vita corri dei rischi. Perfino attraversare la strada può essere rischioso. Quella che sembrava essere una mossa del tutto sbagliata si è tramutata in una mossa giusta. Ho avuto un grande successo in Europa e ne sono molto orgogliosa. Sento di poter avere una carriera come artista solista, adesso.»
Anche se è acqua passata, cosa sente di poter dire sulla sua dipartita dalle Spice Girls, c’è qualcosa che non sappiamo? In molti hanno visto la vera motivazione nelle sue manie di protagonismo: «Sono stata sempre una persona che ama prendere decisioni, e questo si è sempre visto. Però non è questo il motivo per cui ho lasciato il gruppo: la verità è che dovevo prendere delle decisioni relative al mio futuro, e non era umanamente possibile farlo con tutto quello che stava succedendo, era come vivere su un treno in corsa. Non mi sentivo più a mio agio. Ci potrebbero essere altri milioni di motivi, alcuni sono privati e altri no. E’ difficile spiegare come ci si sente all’interno di un gruppo, ho già detto una volta che è come un matrimonio: se non va, devi mollarlo. D’altra parte, se non riesco a dare il 100% in quello che faccio, tanto vale lasciar perdere. Però sono molto contenta di aver fatto parte della band e ringrazio ancora le altre ragazze per essere state molto carine con me».
A proposito di matrimoni, come giudica la separazione di Mel B, avvenuta dopo neanche un anno di matrimonio? «Non so cosa dire. Penso che la cosa migliore sia non emettere giudizi, visto che nessuno di noi sa come sono andate davvero le cose. Io sono figlia di due genitori separati e so che quando ci si separa c’è sempre molto dolore in mezzo».
Ma questa è sembrata davvero una storia lampo, tipica dei nostri tempi: si sta insieme e se le cose non vanno, ci si lascia subito… «I tempi cambiano, e cambiano le generazioni. Non siamo più come i nostri genitori. Ma sono comunque convinta che se questa è stata la decisione vuol dire che non c’erano margini di trattativa».
E’ vero che ha molto sofferto dopo la fine della sua love story con il dj Chris Evans? La gente stenta a credere che una personalità forte come la tua possa soffrire per amore: «E invece capita anche a me. Credo che siamo tutti fatti di carne e sangue, alla fine, per cui non sono certo io la persona che può fare la differenza. Per il resto preferirei che la mia vita privata rimanesse privata».
Come le è arrivata la possibilità di diventare testimonial per le Nazioni Unite?: «Per caso. Normalmente è una di quelle cose per cui se fossi a scuola laverei subito la mano per dire “prendete me!”. Qui è successo il contrario, nel senso che è una cosa che mi è stata proposta. E naturalmente ho accettato subito, e mi sta dando grandi soddisfazioni oltre ad aiutarmi un po’ anche a crescere».
Come sarà il tuo prossimo album, dopo il successo di “Schizophonic” (quasi disco di platino in Italia)? «Sarà sicuramente meno vario e più concentrato sull’importanza delle canzoni. Riesco a scrivere delle belle melodie, e vorrei metterle nell’album, ma renderlo più omogeneo nelle sonorità. Adesso so cosa mi piace e cosa istintivamente vorrei metterci dentro, compresa un po’ di dance music».
Come è cambiato il suo pubblico da quando ha intrapreso la carriera solista? «Spero che il pubblico delle Spice Girls continui a seguirmi, e sono contenta di sapere che apprezzano le mia canzoni come solista. Al tempo stesso vorrei che la mia musica raggiungesse gente di tutte le età».
C’è qualcuno con cui ti piacerebbe dettare in futuro? «Il duetto è una cosa da studiare con attenzione, perché ce ne sono stati troppi, ultimamente… comunque se mi capiterà l’occasione, succederà».
Che tipo di definizione darebbe di sé? «Un’artista che lavora nella musica. Una che ama lavorare con la musica. Tutte le altre cose che faccio sono un divertimento e completano la mia personalità, ma sono convinta di comunicare con la gente grazie alle canzoni che scrivo».
Un’ultima domanda: alcuni dei remixers che hanno lavorato con te dicono che non sai cantare: è vero? «Be’…è tutto molto soggettivo. Alcuni trovano la mia voce pessima, altri gradevole. In realtà non ho mai detto di essere una grande cantante, cerco piuttosto di esprimere in quel modo le emozioni che provo e che ho voglia di comunicare. Se la mia voce non piace a tutti, bé, la cosa non mi tiene sveglia di notte».
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