Il ritorno dei Taglia 42, arrabbiati e melodici

Nel 1997 sono esplosi con "Regolare", un brano funky, cantabile e accattivante. Il loro album di debutto, uscito nel 1998, li ha confermati come una formazione capace di sposare belle melodie con testi non banali. Sono i "Taglia 42", ovvero Sara Occhipinti e Saverio Grandi, di cui è in uscita domani 28 gennaio il nuovo album "Due". Un titolo che evidenzia un cambiamento nella formazione, dagli originali cinque componenti all' attuale sodalizio "a due". Ha spiegato al proposito Sara: «Ci sono state delle divergenze artistiche con i nostri ex compagni: ma non è escluso che ci si possa ritrovare, specie adesso che stiamo preparando il live».
Nonostante la formazione si sia ridotta, "Due" - prodotto da Davide Rosa (Madreblu) con la partecipazioni di session men come Massimo Varini (Nek, Biagio Antonacci) e di ospiti come la giovane Mariadele - è un album suonato, dove centrale è il ruolo degli strumenti. «"Due" è musicalmente più "pesante", più compatto e forse aggressivo, in sintonia con i testi, che sono più duri» ha precisato Sara, che prosegue: «E' stata un'evoluzione spontanea, non studiata a tavolino: abbiamo avuto voglia di parlare dei momenti difficili di questo anno e mezzo. Sono stati i temi a richiedere una musica diversa, più vicina al rock». E la voce di Sara - che conferma le sue doti di interprete - in brani come «Pregi e difetti» (il secondo singolo estratto dopo l'estivo "Rilassati") o "Forte" è davvero "arrabbiata": «Questo non è un disco felice, come vanno di moda adesso. D'altronde noi non siamo mai stati solo "Regolare". Già nel nostro album di debutto avevamo mostrato la voglia di sperimentare e cambiare, di dare importanza non agli stili ma ai contenuti».
Ai testi, Saverio e Sara hanno lavorato insieme, anche se in "Pregi e difetti" c'è lo zampino di Vasco Rossi: «Vasco è un amico, lo stimiamo e la cosa è reciproca. Gli abbiamo fatto sentire il pezzo, che era rimasto con il testo incompleto, gli è piaciuto e il giorno dopo lo aveva già riscritto. Ed è un testo che ha la capacità di andare dritto al punto, come è tipico di quelli che scrive Vasco».
Se Sara si è cimentata come autrice, Saverio si presenta nella veste di interprete («E' giusto che certe canzoni le canti lui perché sono la sua vita») e regala una versione di "Generazione di fenomeni" (che proprio lui aveva scritto anni fa per gli Stadio) in stile ballad americana, con i cori di Sara ad arricchirla («La canzone è nata così, un po' da crooner»).
E visto che si avvicina l'appuntamento col festival di Sanremo, com'è stata l'esperienza sanremese dei Taglia 42? «E' innanzitutto un bel ricordo, qualcosa che non ti togli più di dosso» risponde Sara. «Salire su quel palco è stata un'emozione grandissima. Sanremo poi è un'opportunità che può dare ottimi frutti». E Saverio aggiunge: «Noi vorremmo un "Sanremo per tutti". Non si capisce mai chi va al Festival e perché. C'è gente che partecipa un anno sì e l'altro pure e gente che non riesce mai ad arrivarci. A noi piacerebbe se si allargasse la possibilità di partecipare, per dare ai gruppi emergenti un'opportunità in più, almeno finché l'industria discografica continuerà a concentrare così tante risorse su questo evento».
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