'California gurls': ai Beach Boys spetta una royalty sull'hit di Katy Perry?

'California gurls': ai Beach Boys spetta una royalty sull'hit di Katy Perry?

“California gurls” di Katy Perry, successo da 3 milioni di copie che sta dominando le classifiche estive,  è un esplicito omaggio al quasi omonimo classico dei Beach Boys (“California girls”) datato 1965. Anche troppo esplicito, se è vero che il rapper Snoop Dogg, guest star del singolo, alla fine della canzone pronuncia una frase  (“I really wish you all could be California girls”) quasi identica a un frammento dell’originale (“I wish they all could be California girls”). Tanto è bastato per convincere  l’editore originale del brano, Rondor Music (oggi facente capo alla major Universal Music Publishing), ad alzare la voce per invocare l’inclusione  dei compositori originali di “California Girls”, Brian Wilson e Mike Love, tra gli autori della hit della Perry, e il riconoscimento ad entrambi di  una porzione delle royalty. Non con un’azione legale che chiami eventualmente in causa i tribunali, ma con quello che nel gergo tecnico americano viene definito un “diminutive claim”, una “mini-rivendicazione”: “Tocca ai sei autori e ai vari editori di ‘California gurls’  decidere se onorare o no la nostra richiesta”, spiegano i portavoce della Rondor, ricordando però che “usare in una nuova canzone  le parole o la melodia di un’opera preesistente e originale non è cosa appropriata in alcun caso, soprattutto se quell’opera è conosciuta e ha lo status leggendario di ‘California girls’ ” .  

Love e Wilson, parlando alla stampa prima che scoppiasse il caso, avevano peraltro espresso giudizi lusinghieri a proposito dell’omaggio della Perry. E ora negano di essere in alcun modo coinvolti nella querelle, sostenendo che eventuali azioni legali a tutela del loro repertorio sono di competenza della Rounder.  Sulla vicenda, via Twitter, è intervenuta anche la Perry, per ribadire che “nessuno è stato citato in giudizio”.  “E’ la stampa”, sostiene la giovane californiana, “che ancora una volta ama costruire ed esagerare storie per vendere copie”.  Particolare curioso: la casa discografica della Perry è la Capitol Records, la stessa etichetta che gestisce il catalogo storico dei Beach Boys.

 

 

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