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NEWS   |   Pop/Rock / 03/08/2010

Phil Selway è uscito dal gruppo (i Radiohead)

Phil Selway è uscito dal gruppo (i Radiohead)

All'inizio del 2009 si teneva a Melbourne la seconda edizione del “Neil Finn and friends: The sun came out”, evento ideato dal cantante e musicista australiano, già leader dei disciolti Crowded House, per raccogliere fondi da dare in beneficenza e presentare al pubblico sia le sue canzoni che quelle dei suoi ospiti.

Per il secondo anno di seguito due componenti dei Radiohead, Ed O'Brien (chitarra) e Philip Selway (batteria) avevano suonato nella band di Finn, ma nessuno si sarebbe immaginato di vedere quest'ultimo imbracciare la chitarra e avvicinarsi al microfono per cantare la sua "The Ties That Bind Us".
Nessuno, fino a quel momento, aveva immaginato che Phil avrebbe intrapreso una carriera solista come in precedenza avevano fatto Thom Yorke, Johnny Greenwood e Ed O'Brien (anche se solo per una colonna sonora). Tornato dall'Australia Phil è entrato in studio con Lisa Germano, Sebastian Steinberg (già nei Soul Coughing), Glenn Kotche e Pat Sansone (entrambi nei Wilco) per registrare le canzoni inserite nel nuovo album intitolato “Familial”. Un disco che rivela un sound completamente distante da quello dei Radiohead e ci fa scoprire la voce calda e rilassante di un musicista che ha deciso di far sentire al mondo le sue canzoni.
Abbiamo incontrato Phil in uno dei giorni più afosi dell'estate milanese: “Ho scritto le prime canzoni quando ero un teenager e stavo iniziando ad approcciarmi alla musica. Mentre mi avvicinavo alla batteria, contemporaneamente, suonavo anche la chitarra: ho continuato così per un po', ma quando ho iniziato a suonare con i Radiohead mi sono dedicato totalmente alla batteria. Avendo un cantautore prolifico come Thom Yorke volevo dare il mio contributo dando il mio meglio con il mio strumento. Solo sette anni fa ho ricominciato a dedicarmi alle mie canzoni: è stato così che ho scoperto di saper cantare, di poter completare una canzone da solo e di poter scrivere qualcosa di originale e autentico”.
Anche se è il componente di una delle band alternative più celebri e acclamate al mondo, Phil mostra una certa timidezza nel parlare del percorso artistico che l'ha portato a mettersi in gioco da solo: “In questi hanni ho imparato il processo di 'songwriting': dentro di me sapevo di voler fare un album solista, ma ho sempre pensato che fosse un progetto troppo ambizioso. E' stata una serie di fatti a portarmi lungo questo cammino, alcuni eventi personali come aver superato i quarant'anni, la morte di mia madre Thea e l'aver realizzato di doverlo assolutamente fare”.
Nonostante Phil sia “uscito dal gruppo” è sempre stato attorniato da diversi artisti: “Durante l'evento organizzato da Neil Finn ho avuto le risposte alle mie mille domande, i musicisti e il pubblico hanno risposto molto bene alle mie canzoni e questo mi ha fornito il coraggio di registrare questo disco. I mie soci Radiohead mi hanno supportato: qualunque cosa facciamo, ognuno di noi è felice se l'altro 'esce' dal gruppo per mostrare ciò che vale: noi teniamo molto l'uno all'altro”.
Nonostante Selway faccia parte di una band abituata alla sperimentazione, “Familial” mostra un musicista molto legato alla tradizione folk britannica: “Tre anni fa, quando ho iniziato seriamente a realizzare un mio album, ho mixato insieme la musica che mi piaceva di artisti come Nick Drake, Juana Molina, Will Oldham e Lisa Germano (che mi ha accompagnato in tour): ho mescolato tutte queste ispirazioni cercando di far uscire qualcosa di 'sensato'. Lo scorso settembre siamo entrati nello studio dei Radiohead fuori Oxford e siamo stati insieme due settimane: non avevo la minima idea di cosa avrebbero dovuto fare tutti quanti, era una grande session aperta, io avevo le canzoni ed era il momento di aprirsi per vedere chi era più adatto ad ogni canzone. Sono stato molto fortunato, ai miei occhi quello che i musicisti hanno portato al lavoro è stato fantastico: ad esempio, se avessi dovuto registrare le parti ritmiche da solo il disco sarebbe stato molto diverso, ma Glenn Kotche è riuscito a dare un tocco speciale. Conosco tanti batteristi, ma quello che fa lui è unico. Tutti sono stati molto generosi nel loro apporto al progetto, tanto da darci la sensazione di essere una 'ready made' band. Per tutto questo devo ringraziare Neil Finn che ci ha uniti tutti”.

Le canzoni di Phil, come suggerito dal titolo “Familial”, raccontano un universo fatto di legami ed affetti familiari: “Solo quando ho finito il disco ho capito che esisteva un filo comune che univa tutte le canzoni. Il titolo è l'ultima cosa che abbiamo scelto: è successo proprio qui in Italia, era Pasqua e stavo venendo a Milano per suonare (al Tunnel) quando ha preso forma nella mia testa”.
Dopo poche apparizioni in tour con la Germano, Phil si appresta a tornare in tour con una nuova band: “Sarà diversa da quella che mi ha accompagnato in studio perché tutti hanno i loro progetti da portare avanti: saremo in cinque sul palco: Adem Ilhan, Kath Mann, Alex Thomas e Caroline Weeks, che ha già suonato con Bat For Lashes: sono molto eccitato perché darò loro la chance di reinterpretare la mia musica”.
“La copertina del disco è stata realizzato da John Harries, della coppia di artisti e musicisti Sleeps In Oysters; inizialmente ho scoperto i loro dischi e poi ho iniziato a seguire la loro produzione artistica: abbiamo subito trovato una certa affinità, così ho chiesto loro di lavorare alla copertina”, racconta Phil. “Dopo molte discussioni si sono messi al lavoro: io volevo che rispecchiasse quello che l'ascoltatore avrebbe ritrovato nella mia musica: un sound caldo e rassicurante, ma che a lungo andare mostra una sua spigolosità. Per questo cercavo un'immagine che mostrasse un ritratto familiare, ma che, a sua volta, fosse sorprendente”.
Mentre Phil promuove la sua carriera solista i Radiohead continuano a scrivere e registrare le canzoni che faranno parte del loro prossimo album (atteso per la fine dell'anno): “Noi adoriamo il cambiamento, ed abbiamo delle dinamiche tali per cui riusciamo a seguire i nostri percorsi mentre continuiamo a lavorare con il gruppo alla ricerca di nuove sfide musicali nel nostro processo evolutivo. Non credo che il mio progetto influirà minimamente nel lavoro con i Radiohead, anzi far uscire qualcosa di personale mi permette di focalizzarmi in modo molto positivo sulla band. Vedremo cosa succederà”, ci ha spiegato Selway. “Sia il mio progetto che quello dei Radiohead procedono continuamente e in contemporanea:ho realizzato questo disco mentre andavamo in tour. Abbiamo un sistema per cui lavoriamo un paio di settimane e poi ci prendiamo un po' di tempo per noi stessi: questa divisione dà l'opportunità a tutti di seguire anche i singoli progetti. Abbiamo capito che è meglio lavorare in tempi stretti e lasciarci lo spazio per somatizzare, così quando ci torniamo sopra abbiamo altre idee fresche. E' come avere due lavori a tempo pieno”.

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