AFI inaugura la nuova sede: 'Da sessant'anni siamo un punto di riferimento'

E' stata inaugurata oggi, mercoledì 14 luglio, la nuova sede dell'AFI, Associazione Fonografici Italiani: "Siamo molto contenti di avere una nostra sede stabile", ha spiegato il Presidente dell'AFI, l'avvocato Leopoldo Lombardi, "Spero che spero possa durare per sempre. La nostra associazione prosegue da sessant'anni, e nonostante il mercato discografico sia complicato ha cercato di essere sempre un punto di riferimento nel musicale, rendendoci inoltre affidabili per molte associazioni come la Siae. D'ora in poi cercheremo di lavorare il più possibile orientati verso le nuove tecnologie per stare al passo con i tempi, ma sempre con uno sguardo al passato perché la storia è fondamentare. Vogliamo continuare anche ad avere buoni rapporti con gli altri player dell'industria musicale, perché le grandi imprese e i piccoli imprenditori non solo business, ma sono anche cultura. Fino al 1993 in Italia c'era solo l'AFI, poi le multinazionali hanno deciso di staccarsi dalla nostra associazione perché i loro interessi non collimavano più con i nostri ed è nata la FIMI. Noi, PMI e AudioCoop dovremmo essere una cosa unica, ma quella spaccatura del '93 è stata molto forte. Non so quanto serva avere quattro associazioni di categoria del settore, sta di fatto che AudioCoop da sempre tutela le autoporduzoini, la musica underground, le produzioni dei centri sociali, mentre noi per esempio rappresentiamo tutto il mondo cattolico, la parte più istituzionale, come la Rai e la Ricordi, e poi devo dire che alcuni grandi artisti stanno migrando da noi, ne abbiamo parecchi, sempre di più".

    E' stata inaugurata oggi, mercoledì 14 luglio, la nuova sede dell'AFI, Associazione Fonografici Italiani: "Siamo molto contenti di avere una nostra sede stabile", ha spiegato il Presidente dell'AFI, l'avvocato Leopoldo Lombardi, "Spero che spero possa durare per sempre. La nostra associazione prosegue da sessant'anni, e nonostante il mercato discografico sia complicato ha cercato di essere sempre un punto di riferimento nel musicale, rendendoci inoltre affidabili per molte associazioni come la Siae. D'ora in poi cercheremo di lavorare il più possibile orientati verso le nuove tecnologie per stare al passo con i tempi, ma sempre con uno sguardo al passato perché la storia è fondamentare. Vogliamo continuare anche ad avere buoni rapporti con gli altri player dell'industria musicale, perché le grandi imprese e i piccoli imprenditori non solo business, ma sono anche cultura. Fino al 1993 in Italia c'era solo l'AFI, poi le multinazionali hanno deciso di staccarsi dalla nostra associazione perché i loro interessi non collimavano più con i nostri ed è nata la FIMI. Noi, PMI e AudioCoop dovremmo essere una cosa unica, ma quella spaccatura del '93 è stata molto forte. Non so quanto serva avere quattro associazioni di categoria del settore, sta di fatto che AudioCoop da sempre tutela le autoporduzoini, la musica underground, le produzioni dei centri sociali, mentre noi per esempio rappresentiamo tutto il mondo cattolico, la parte più istituzionale, come la Rai e la Ricordi, e poi devo dire che alcuni grandi artisti stanno migrando da noi, ne abbiamo parecchi, sempre di più".

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