I big di Sanremo? Appena dignitosi. Parola di Enrico Silvestrin

I big di Sanremo? Appena dignitosi. Parola di Enrico Silvestrin
E' di ieri la comunicazione ufficiale riguardante i 16 big ammessi a Sanremo e stamattina, com'era da attendersi, i quotidiani riportano i primi commenti (e le prime polemiche) sul tema. Marco Mangiarotti, su "Il Giorno", osserva: «Cast dignitoso, quindi, da fiction musicarella su Raiuno, con una buona qualità media che però già sfigura di fronte alla classifica finale dello scorso anno: Anna Oxa davanti ad Antonella Ruggiero, Mariella Nava, allora terza, duetta con Amedeo Minghi (...). Sembra il festival degli ex giovani con qualche altro reduce in ordine sparso. I Matia (quali?), Ivana Spagna e Tozzi. Persino Mietta. E il solito napoletano, tra neoromantici e trash: Gigi D'Alessio. I commissari artistici Bacalov, Pagani e Bardotti, assicurano che qualcosa di buono c'è. Loro ce l'hanno messa tutta, l'industria meno».
E' d'accordo Enrico Silvestrin, uno dei cinque giurati che hanno selezionato i 16 big. Leggiamo le sue dichiarazioni sul "Corriere della Sera": «Fra i giovani la qualità delle canzoni era elevata. Sono rimasto invece deluso dai campioni... La scelta dei big è stata più complicata ma alla fine abbiamo ottenuto un cast dignitoso, non c'è il pezzo bomba, al massimo c'è il carino di Masini, l'appeal di Gazzè, la novità dei Subsonica e il difficile degli Avion Travel; ma anche loro potevano fare meglio, a me sembra che a Sanremo portino scartine». Silvestrin lancia accuse alle case discografiche: «Hanno dimostrato una clamorosa incompetenza nella scelta dei brani da presentarci. Anche gente come Bersani, Gazzè ha mandato canzoni ben inferiori alle potenzialità. C'è da mettersi le mani nei capelli a vedere come i discografici investono il loro denaro. Questa è gente che o non sa dove va la musica nel mondo, oppure ha troppo ben chiaro dove non far andare la nostra musica». Secondo Silvestrin «esiste ancora la tendenza sanremese di proporre gente che esce dalla bara una settimana prima del festival e, il giorno dopo la fine, ci rientra per tutto l'anno. E poi non so davvero come possano andare questi dischi nei negozi: quattro di quelli che abbiamo scelto possono vendere, per gli altri sarà durissima». Una battuta sull'esclusione di Al Bano: «Ha già partecipato a 13 festival, non mi sembra così clamoroso che non avesse un brano con cui essere presente anche al quattordicesimo».
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