Sting a Milano: «Baglioni? A me piace Puccini»

Sting a Milano: «Baglioni? A me piace Puccini»
Sting ha l’aria stanca (o, viceversa, quella di chi si è appena svegliato). La sua “tre giorni” milanese sarà piuttosto intensa: venerdì 17 in tv con Fazio per “L’ultimo valzer” (incluso duetto con Baglioni), e domenica 19 sempre su Raidue (e sempre con Fazio) a “Quelli che il calcio” nel pomeriggio, prima di suonare al Teatro Nazionale per lo spettacolo “Il regalo più bello” (sempre in diretta tv, ma stavolta su Italia Uno in prima serata).
Nonostante in Italia sia di casa (letteralmente) da anni, non se la sente di affrontare una conferenza stampa nella nostra lingua, spiegando, con accento in realtà molto lieve: «Sono troppo stupido per parlare italiano». A distanza di un paio di mesi dall’uscita di “Brand new day”, e a un mese dall’unica data italiana del suo tour (Milano, 18 gennaio – ma tornerà per più concerti nel mese di maggio), la chiacchierata non ha un ordine del giorno preciso. Si parla allora del figlio Joe, che con la sua band Ignition lo accompagna in questi giorni, mentre Dominic Miller, Manu Katché e gli altri sono in vacanza. «Lui e i suoi amici sono molto giovani. Sembro molto vecchio quando suono di fianco a loro. Potrebbero essere tutti miei figli. E’ bello avere mio figlio con me, mi ricorda quando da piccolo lavoravo con mio padre, che faceva il lattaio. Era il mio eroe, ho imparato molto da lui. Non ho incoraggiato Joe a prendere la strada della musica: per lui è un’attività normale, è da quando è piccolo che mi vede in casa mentre mi esercito sugli strumenti».
Parlando di giovani, ecco un parere – dal suo punto di vista di “rockstar impegnata” – sugli scontri avvenuti in occasione del vertice della WTO a Seattle. «E’ una cosa incoraggiante. Noi tendiamo a considerare i giovani come patetici e indifferenti quando si parla di questioni sociali. Evidentemente non è vero. Mi spiace che i media abbiano strumentalizzato qualche sasso nelle vetrine dei bar. Comunque sono rimasto molto colpito dall’immagine dei ragazzi con le mani legate dietro la schiena. Una cosa molto simbolica». Il pensiero va al vecchio tour “Human rights now”, per Amnesty International: «Ne parlavo con Bruce Springsteen qualche tempo fa. Entrambi abbiamo concordato che è stato uno dei tour più divertenti della nostra vita». Quel tour fece tappa a Torino, e Sting divise il palco con Baglioni, che tuttavia non sembra ricordare molto bene. Ma in effetti della musica italiana dichiara di conoscere più che altro Puccini. «Mi spiace, ma non conosco molto la musica contemporanea, né quella italiana né l’altra. Ascolto soprattutto musica classica. Su quella contemporanea mi lascio erudire dai miei figli: ascoltano rap e altre cose strane… Ma l’altro giorno passando davanti alla stanza di mia figlia 15enne ho sentito una cosa familiare. Era “Electric ladyland” di Jimi Hendrix. Le ho dato un grosso bacio».
Gli chiedono almeno cosa ne pensa delle versioni “contemporanee” dei suoi vecchi successi. «La versione di “Roxanne” fatta da George Michael è eccellente. E la versione di “Every breath you take” di Puff Daddy è… la versione di “Every breath you take” di Puff Daddy», taglia corto.
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