Gianni Maroccolo presenta Al-Kemi Lab, una factory artigianale-digitale

Gianni Maroccolo presenta Al-Kemi Lab, una factory artigianale-digitale

Creare una struttura per promuovere nuovi artisti: di questi tempi può sembrare un azzardo. Ma non se si hanno le idee chiare e se si trasformano i limiti in potenzialità. Il nome di Al-Kemi Lab circola da qualche tempo in rete; da molto più tempo è sulle scene musicali italiane il nome del suo fondatore, un  grande della musica italiana: Gianni Maroccolo. L'ex bassista di Litfiba e fondatore di CSI e PGR  ha creato questa "factory" assieme ad alcuni amici, una comunità dove la parola "artista" non è usata a sproposito perché non si fa solo musica, ma arte a 360°; ma allo stesso tempo si è consapevoli che i tempi sono cambiati, e che l'artista non è un'isola, non si estranea dal mondo: deve sapersi sporcare le mani, gestirsi e confrontarsi con il mondo oltre il suo lavoro "tradizionale".
Uno dei primi prodotti della fattori è "Debut", una sorta di sampler in cui ad artisti già affermati, come lo stesso Maroccolo, i Marlene Kuntz e il loro "side-project" Beautiful, IG, si affiancano nuovi nomi come Bastian Contrario, Clockmakers, Diverba, in un progetto multimediale con canzoni e video. "E' tutto in via di sviluppo, questi sono i primi passi", racconta Maroccolo a Rockol. "Per arrivare a fare questo tentativo ci ho messo dal '90 ad oggi, perché tutto il mio lavoro come produttore e musicista arriva da lì… L'idea è la stessa di altre esperienze come il Consorzio Produttori Indipendenti: fare qualcosa nel contesto in cui uno sa fare cose. Io so fare questo: mi è sempre piaciuto darei ai giovani talenti un'opportunità di fare musica". Con lui in questa factory ci sono Beppe Godano - che con Maroccolo lavora da anni al management dei Marlene Kuntz, Toni Verona (Alabianca), Antonio Contiero (il "maestro d'arte della bottega alchemica", che si occuperà delle edizioni limitate che la factory produrrà), Zavo, Alessandro d'Urso, Luca Bergia.  "Al-Kemi Lab è il cappello che usiamo per definire le nostre attività, con una parte discografica, la Al-Kemi Records che produrrà dischi e musica in senso più stretto. Ma l'idea è quella di una factory proprio nel senso d Andy Wharol, che magari sarà pur un esempio ingombrante ma anche da seguire: un posto dove incontrarsi e far succedere delle cose. Un posto inevitabilmente virtuale, perché i tempi sono questi. Alcuni artisti sono nomo già noti, altri sono persone con cui avevamo delle chiacchiere aperte, e che abbiamo coinvolto, partendo dal presupposto che si sappiano gestire, sappiano pensare a se stessi. Non siamo più ai tempi degli anni '90". ll riferimento è al CPI, al Consorzio Produttori Indipendenti: un'altra factory in cui sono cresciuti proprio i Marlene: "E' paragonabile a quell'esperienza la voglia di essere attivi, e di farlo attraverso le idee, non sfruttando successi effimeri dei singoli ma lavorando tutti assieme. Ma oggi non si può più partire dalle fondamenta, una grossa parte del lavoro se la deve smazzare l'artista".
In questo, aiutano sicuramente i social network. Perché è vero che una parte del lavoro di Al Kemi è tradizionale, basata su manufatti originali e su edizioni limitate. Ma è anche vero che oggi è più facile attraverso il web arrivare ad un pubblico mirato: "I social network  sono il surrogato moderno delle fanzine… anche ai tempi del CPI c'era un'interattività costante, con altri mezzi, cartacei e telefonici. Oggi è chiaramente diverso: molti di noi sono già presenti sul web. Questo non significa che ci sia un popolo di potenziali clienti, ma sicuramente un popolo di potenziali persone molto motivate e interessate. Quindi faremo scelte e presenze molto mirate, niente spam e niente ricerche di mercato, ma un tentativo di comunicare con tutti in maniera seria".
Dopo debut, Al Kemi Lab ha già un calendario di uscite e appuntamenti molto interessante: a settembre uscirà finalmente Beautiful, il progetto di Maroccolo e Marlene Kuntz con il DJ Howie B, e il debutto di Denise. Entro l'anno dovrebbero uscire un paio di altro album, nonché il lavoro di Alessandra Sellete "Saca ga usa": una pianista di Roma e un'edizione limitata sotto forma di cofanetto di musica e testi e immagini. Per l'aprile del prossimo anno è previsto un "raduno alkemico" di tre giorni a Roma. E poi,  Maroccolo potrebbe pensare ad un nuovo disco solista dopo "A.C.A.U. - La nostra meraviglia" del 2004. Anche se non sarà proprio solista: "anche io quando farò un disco, lo farò in questo modo, chiedendo il contributo delle persone e coinvolgendole. Se interesserà a 300 persone, ne stamperò 300 copie…".

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