Discografico contro Tom Jones: 'Il suo disco è uno scherzo di pessimo gusto'

Discografico contro Tom Jones: 'Il suo disco è uno scherzo di pessimo gusto'

La Island Records ha speso parecchi milioni di dollari, l’anno scorso, per strappare Tom Jones alla concorrenza. Ma il suo nuovo album atteso a giorni, “Praise and blame”, ha gettato nello sconforto il vice presidente dell’etichetta David Sharpe, il quale tutto si aspettava meno che una raccolta di “inni religiosi” (il disco, in effetti, contiene brani gospel, folk e blues di “impronta spirituale”, già interpretati da artisti come Bob Dylan, John Lee Hooker e Staple Singers). Il suo stupore e la sua rabbia emergono da una e-mail inviata allo staff della casa discografica e diventata (contro la sua volontà) di dominio pubblico. Nel messaggio, uno Sharpe infuriato spiega che la Island “non ha investito una fortuna in un artista di successo in cambio di 12 brani presi dal libro delle preghiere. Avendolo convinto ad abbandonare la EMI, l’accordo era che ci consegnasse un disco di pezzi ritmati sulla falsariga di Sex bomb o di Mama told me…”.  Bollando il progetto come uno “scherzo di cattivo gusto”, il discografico invita i suoi collaboratori a bloccare immediatamente il progetto, condannando chi ha permesso al settantenne cantante gallese “di prendere questa tangente”, affiancandogli “un produttore folk” (non proprio l’ultimo arrivato ma Ethan Jones, già collaboratore di gente come Rufus Wainwright e i Kings Of Leon, che con Jones ha tentato un’operazione simile a quella condotta da Rick Rubin con Johnny Cash). “E non tiratemi fuori la solita storia dell’arte che deve prevalere sul commercio”, conclude, “perché ha fatto il suo tempo”.

Richiesto di un commento dalla stampa inglese, Sharpe ha rincarato la dose: “Diciamo che abbiamo pagato una Mercedes e che ci hanno consegnato un carro funebre”. Jones, per il momento, tace: contattato dal Sunday Times, un suo portavoce si è detto all’oscuro della mail giudicandola, dopo averla letta, “molto diretta”. Come si concluderà la vicenda, a questo punto, è tutto da vedere: e l’'autorevole Billboard avanza anzi l’ipotesi che si possa trattare di una originale e ben orchestrata campagna pubblicitaria per far parlare del disco... 

 

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