NEWS   |   Pop/Rock / 10/06/2010

Slash: "I Velvet Revolver non si sono sciolti, tra un anno torneremo"

Slash: "I Velvet Revolver non si sono sciolti, tra un anno torneremo"

Slash è esattamente come ce lo si immagina. Nonostante i suoi 45 anni, i problemi al cuore dovuti ai tanti eccessi e tutta la musica che ha scritto e suonato, per lui il tempo sembra non passare mai. Indossa ancora gli occhiali scuri e il cilindro nero, lo stesso che lo ha reso famoso ai tempi dei Guns N' Roses. Rockol lo ha incontrato prima della data al Palasharp di Milano, dove promuove il suo primo disco solista "Slash", uscito lo scorso 6 aprile: un album pieno di collaborazioni illustri, come quella con il leader dei Cult Ian Astbury, con Fergie dei Black Eyed Peas, Chris Cornell e Ozzy Osbourne, solo per fare qualche nome. Nel suo camerino non manca davvero nulla: c'è la sua Les Paul nera, c'è un armadio con i vestiti di scena, in un cassetto si intravede persino un piccolo teschio. E il chitarrista anglo-americano sembra in ottima forma, impegnato con un tour mondiale e già pronto per il ritorno dei Velvet Revolver, che lui assicura non si sono sciolti, anzi. "Il gruppo non è finito, si è solo fermato per un momento - assicura Slash - ma l'anno prossimo ripartiremo con un nuovo cantante e inizieremo a lavorare al prossimo album".
Questo per lui è il primo vero progetto senza una band al fianco, un'esperienza nuova dopo tanti anni di carriera: "Gli Slash's Snakepit, che molti definivano un mio progetto solista, in realtà erano un vero gruppo, ognuno portava le sue idee e scrivevamo le canzoni insieme. Stavolta è stato diverso, ho deciso tutto io, scegliendo i cantanti con cui duettare e decidendo come registrarlo insieme ai produttori". Nonostante il disco sia uscito solo da un paio di mesi, era pronto già da diverso tempo: "Ho cominciato a lavorarci nell'estate del 2008, facendo un giro di telefonate per arruolare cantanti e musicisti. Ma nel giro di un anno abbiamo finito, è stato veloce e facile. Poi per questioni discografiche abbiamo dovuto aspettare aprile, ma va bene così".
C'è qualcuno, in questa schiera di ospiti, che ha rifiutato l'invito? "C'è stata una persona che non mi hanno permesso di usare, un'altra mi ha detto di sì ma ci avrebbe messo troppo tempo e quindi non abbiamo fatto nulla, ma gli altri hanno accettato tutti con grande entusiasmo. Comunque se mi chiedessero di scegliere quale duetto è venuto meglio, farei molta fatica. Sono stati tutti eccezionali". Non è facile però portare un disco del genere dal vivo, utilizzando una sola voce: "Sapevo fin dall'inizio che non avrei potuto portarli tutti con me. Ma per fortuna ho incontrato Myles Kennedy (cantante degli Alter Bridge, ndr), che nel disco canta `Starlight´, e ho pensato che fosse perfetto per la causa. La sua voce mi ha conquistato e gli ho chiesto di venire in tour con me: ha accettato subito, così ora dividiamo il palco".
E ovviamente parlando con Slash, non si poteva non toccare il tasto Guns N' Roses. Lui però non sembra avere problemi a parlare del suo passato, anzi. Lo dimostra il fatto che sul palco suona sempre canzoni come "Sweet child o' mine" e "Paradise City", che ha anche reinciso insieme a Fergie come b-side del singolo "Sahara": "Questo show è un modo per ripercorrere tutta la mia carriera e i Guns N' Roses ne rappresentano il momento migliore. Myles poi è molto a suo agio a cantare le parti di Axl Rose. E non è un problema se i ragazzi vengono ai miei concerti con le magliette dei Guns, per me rimane comunque un piacere ricordare quegli anni. Ho registrato di nuovo `Paradise City´ dopo averla suonata più volte insieme ai Cypress Hill, quella versione era una figata e Fergie ci ha dato una mano con il ritornello, non vedevo l'ora di registrarla".
I Velvet Revolver sono dunque pronti al ritorno, ma chi prenderà il posto di Scott Weiland? "Per ora non ho in mente nessun nome, diciamo che ci sto pensando e sono vicino alla soluzione. E anche se sapessi chi verrà, di certo non te lo direi", conclude Slash, mentre sorride sotto gli occhiali scuri.

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