The Game: 'La promozione? Non serve a niente: non la farò'

The Game: 'La promozione? Non serve a niente: non la farò'

I casi sono due, come osservano giustamente gli osservatori americani: in tempi dove i rapper fanno a gara a promuovere i propri nuovi album imbastendo sfide in classifica del tipo "scommettiamo che vendo più di te" et similia, la strategia che The Game si prepara ad adottare per promuovere il suo atteso e pluririmandato nuovo album potrebbe rivelarsi genialmente risolutiva, oppure un autentico suicidio. In sostanza, l'MC losangelino non ha intenzione di fare nulla per promuovere la propria ultima fatica in studio: niente interviste, niente ospitate, niente di niente. "Io comunico una data di pubblicazione, poi se uno è un fan di The Game andrà al negozio a comprarsi il disco", ha detto il cantante: "Non sto vendendo me stesso, solo il mio quarto album: non c'è bisogno di tutte le cose che di solito si fanno in questi casi". Non la pensa esattamente così il suo produttore esecutivo, Andrew Flad, secondo il quale una campagna promozionale è "indispensabile": "Spedirlo là fuori a contatto con i suoi fan non potrà che fare del bene alle vendite", ha assicurato Flad, "Lui si presenterà alle folle, farà quello che deve fare, le folle lo ameranno e correranno a comprarsi il disco". L'ex compagno di crew di 50 Cent, però, non sembra essere tagliato per questo genere di impegni, per sua stessa ammissione: "Di solito mi sveglio la mattina e decido il da farsi - anche per quello che riguarda la musica - a seconda dell'umore del momento". Il carattere umorale del rapper, tuttavia, potrebbe essere una scusa per evitare imbarazzanti confronti con una concorrenza molto agguerrita: nello stesso periodo nel quale è atteso il suo nuovo disco, "R.E.D." (la pubblicazione del quale, a quanto pare, potrebbe essere rimandata a data da destinarsi), hanno in programma di calare sul mercato anche i nuovi dischi di Drake, P. Diddy, Young Jeezy e Eminem. E le tendenze nelle vendite dei suoi album non incoraggiano certo spacconate: mentre il suo disco di debutto, "The documentary", nel 2005 smerciò oltre 5 milioni di unità in tutto il mondo, "Doctor's advocate" - l'anno successivo - si fermo a poco più di tre milioni. Il suo ultimo disco, "L.A.X.", si arrestò a 660.000 copie nei soli Stati Uniti, contro le oltre 969,000 del suo predecessore.

    I casi sono due, come osservano giustamente gli osservatori americani: in tempi dove i rapper fanno a gara a promuovere i propri nuovi album imbastendo sfide in classifica del tipo "scommettiamo che vendo più di te" et similia, la strategia che The Game si prepara ad adottare per promuovere il suo atteso e pluririmandato nuovo album potrebbe rivelarsi genialmente risolutiva, oppure un autentico suicidio. In sostanza, l'MC losangelino non ha intenzione di fare nulla per promuovere la propria ultima fatica in studio: niente interviste, niente ospitate, niente di niente. "Io comunico una data di pubblicazione, poi se uno è un fan di The Game andrà al negozio a comprarsi il disco", ha detto il cantante: "Non sto vendendo me stesso, solo il mio quarto album: non c'è bisogno di tutte le cose che di solito si fanno in questi casi". Non la pensa esattamente così il suo produttore esecutivo, Andrew Flad, secondo il quale una campagna promozionale è "indispensabile": "Spedirlo là fuori a contatto con i suoi fan non potrà che fare del bene alle vendite", ha assicurato Flad, "Lui si presenterà alle folle, farà quello che deve fare, le folle lo ameranno e correranno a comprarsi il disco". L'ex compagno di crew di 50 Cent, però, non sembra essere tagliato per questo genere di impegni, per sua stessa ammissione: "Di solito mi sveglio la mattina e decido il da farsi - anche per quello che riguarda la musica - a seconda dell'umore del momento". Il carattere umorale del rapper, tuttavia, potrebbe essere una scusa per evitare imbarazzanti confronti con una concorrenza molto agguerrita: nello stesso periodo nel quale è atteso il suo nuovo disco, "R.E.D." (la pubblicazione del quale, a quanto pare, potrebbe essere rimandata a data da destinarsi), hanno in programma di calare sul mercato anche i nuovi dischi di Drake, P. Diddy, Young Jeezy e Eminem. E le tendenze nelle vendite dei suoi album non incoraggiano certo spacconate: mentre il suo disco di debutto, "The documentary", nel 2005 smerciò oltre 5 milioni di unità in tutto il mondo, "Doctor's advocate" - l'anno successivo - si fermo a poco più di tre milioni. Il suo ultimo disco, "L.A.X.", si arrestò a 660.000 copie nei soli Stati Uniti, contro le oltre 969,000 del suo predecessore.

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