Wind Music Awards: 'Arrivano i Grammy? Noi rispondiamo puntando sul classico'

Wind Music Awards: 'Arrivano i Grammy? Noi rispondiamo puntando sul classico'

Restano ampi spazi di manovra, nei palinsesti Mediaset, tra un Festivalbar desaparecido e gli incombenti Grammy “made in Italy” di Maria De Filippi e Paolo Bonolis. E così i Wind Music Awards, giunti alla quarta edizione e per la seconda volta in scena all’Arena di Verona (“live” stasera, venerdì 28 maggio e domani; in tv, prima serata su Italia 1, il 2, 9 e 16 giugno) schiacciano il pedale del glamour e della spettacolarizzazione, puntando sui duetti inediti, sulle sorprese e sugli effetti scenografici destinati a movimentare la formula un po’ algida dei premi musicali (ai titolari dei Cd, delle compilation, dei Dvd e ora anche delle “Digital songs” più vendute dell’anno, per la prima volta oggettivamente certificati da GfK): di qui l’ingresso in squadra di Giorgio Panariello, consulente artistico, e di Luca Tommassini, consulente creativo.

Il cast, 50 artisti e altrettanti premiatori, “è stellare, quasi imbarazzante”, nelle parole di Gianmarco Mazzi, che per Arena Extra (società della Fondazione Arena di Verona) produce e organizza l’evento insieme con l’F&P Group di Ferdinando Salzano (la formula, in effetti, è in sintonia con la mentalità tipica degli artisti di casa nostra: qui nessuno rischia di andarsene via a mani vuote). “Il trasferimento da Roma a Verona poteva essere rischioso e invece si è dimostrato una scelta azzeccata”, aggiunge, confortato anche dalle parole del sovrintendente Francesco Girondini, che sottolinea la volontà della Fondazione di “contaminare il mondo della classica e della lirica con il pop e il rock, come già avvenuto in occasione degli show di Cocciante e di Ligabue”. Sembra di cogliere i segnali di una continuità, che da qui in avanti potrebbe coinvolgere anche la neoconduttrice Paola Perego, “prestata” dall’ammiraglia Canale 5 a Italia 1 (Alessandro Saba, responsabile produzioni di rete, la ringrazia, ricordando gli exploit di ascolti de “La talpa”) e al settimo cielo per “essere passata dallo spostare le aste dei microfoni al Festivalbar alla conduzione di una serata in Arena davanti a dodicimila persone”. “Quando l’ho vista interagire con Claudio Baglioni in collegamento da Londra, ieri sera, ho capito che è lei la persona giusta per i WMA. Spero che ci accaseremo” dice Salzano, mentre la conduttrice si dichiara pronta a “firmare un contratto pluriennale oggi stesso”. L’ad dell’F&P Group sottolinea i contenuti di un programma che propone in tv “10 ore di musica senza artifici e senza orpelli, senza siparietti d’intrattenimento o spot promozionali per i premiatori, con alcune sorprese che non voglio anticipare e tanti duetti: alcuni già ‘scritti’, come quello tra Giorgia e Gianna Nannini, altri più estemporanei, come quello tra Pino Daniele e J-Ax”. Quando Maximo Ibarra di Wind si proclama soddisfatto per la crescita di una manifestazione “nata come esperimeno e diventata un evento”, prospettando per il futuro un eventuale allargamento del programma tra  inizio e fine estate, si materializza ancora una volta lo spettro del Festivalbar. “A me spiace che non ci sia più”, assicura Salzano. “C’è spazio per entrambe le manifestazioni. Una che celebra i dischi più premiati dal pubblico e una che anticipa i successi dell’estate.. I Grammy? Mi risulta che dovrebbero andare in onda in un altro periodo, e premiare oltre alla musica altre categorie di spettacolo. E poi è diversa la premessa, lì i vincitori li decreta una Academy”. Nessuna rivalità, quindi, tanto che la De Filippi – per il secondo anno consecutivo – sarà anche qui a Verona dove peraltro vengono premiati diversi dei suoi “Amici”.

“I Grammy” interviene Panariello, “sono un format: con tutti i vantaggi ma anche con tutti i limiti che questo comporta: è un programma che deve rispettare certe regole, che non può uscire da una griglia prefissata. E allora, in prospettiva, i WMA dovrebbero contrapporsi alla spettacolarizzazione e ai budget americani puntando sul classico, sull’eleganza, sulla fantasia e sulle possibilità che mette a disposizione una sede come l’Arena: per esempio utilizzando l’orchestra che consente agli artisti di esibirsi dal vivo in performance uniche ed esclusive”. Al suo fianco Tommassini annuisce e aggiunge: “Come i Grammy, a cui ho avuto più volte occasione di partecipare, anche i WMA devono andare oltre il normale passaggio televisivo: è per questo che Salzano mi ha chiamato. Sapete degli omaggi a Michael Jackson che abbiamo preparato: per la prima volta vedrete ballare Mario Biondi, Malika Ayane ed Elisa, che ha preparato apposta una medley di 5 minuti”. Non balleranno, questo è certo, Francesco De Gregori e Lucio Dalla, che stasera avranno l’onore di aprire la serata.

 

 

 

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