I PGR remixati da Franco Battiato: 'Per noi è stato un onore'

Poco più di un anno fa, i PGR presentavano "Ultime notizie di cronaca", quello che doveva essere il loro ultimo album. 14 mesi dopo, a sorpresa, esce un altro album "ConFusione", nei negozi il 1° giugno. Ci è voluto Franco Battiato per riunirli, anche fisicamente, perché Gianni Maroccolo, Giovanni Lindo Ferretti e Giorgio Canali da allora, dicono, non si sono più incontrati.
"ConFusione" non è infatti un nuovo album, ma 9 canzoni del repertorio della band remixate e rilavorate ("disidratate", dice la copertina del disco) da Franco Battiato.

I PGR sono stati spettatori onorati di questo lavoro, senza averci partecipato direttamente. Ma hanno accettato l'invito anche di venirlo a presentare assieme a Battiato, compreso Ferretti che, come è noto, si è ritirato dalla musica attiva.

I quattro oggi hanno incontrato la stampa presso la sede della Universal, in un'atmosfera rilassata e giocosa. Si vede l'intesa e la stima reciproca tra loro: d'altra parte la prima collaborazione tra il nucleo di questi musicisti e Battiato risale alla metà degli anni '90, quando quelli che allora si facevano chiamare CSI incisero "E ti vengo a cercare". Fioriscono gli aneddoti, oltre al racconto del progetto, nato da Battiato: "Appena ricevuto l'ultimo disco dei PGR, ho pensato 'che peccato'… Ho telefonato alla Universal dicendo che mi sarebbe piaciuto remixare qualche brano, poi abbiamo esteso l'idea ad una decina di canzoni. Mi sono immerso nella loro musica come non avevo mai fatto, ho ascolto  30-40 canzoni, apprezzando la potenza delle parole di Giovanni, il suo modo monotono di cantare, e l'indipendenza  del gruppo… Essendo un musicista di essenza, ho ascoltato senza preconcetti e ho scelto".

"La storia dei PGR è finita con l'ultimo disco, pensavo di essermene liberato", dice Ferretti. "I tramiti con il mondo li tiene per me una persona, Sergio Delle Cese, che mi telefona una volta alla settimana, e così sono stato avvisato che Franco Battiato voleva remixare dei nostri pezzi. Ho pensato subito che fosse un onore, una sorpresa e un regalo incredibile. Gli ho detto di essere assolutamente libero, di non avere nessun problema per ciò che riguarda la nostra reazione".

Battiato ha lavorato alle tracce con un suo collaboratore storico,  Pino "Pinaxa" Pischetola, con cui collabora dagli anni '80 e Carlo Guaitola, che ha aggiunto alcune tastiere. "Ci sono tre o quattro perle che sono di gran lunga meglio di quello che avevamo fatto meglio in origine.. ", commenta Giorgio Canali. "Alcune cose sono state ha fatte fiorire", dice Ferretti. "Ascoltando una canzone mi sono messo sull'attenti… su un'altra mi sono messo a ballare come i CCCP non sono riusciti a fare, pur volendo fare, come dicevamo al tempo 'Musica da ballo per giovani proletari'".
Uno dei lavori fatti da Battiato sulle canzoni riguarda proprio il ritmo, con l'aggiunta della batteria alle canzoni originali: "Adoro il modo che Franco ha di arrangiare le batterie…", dice Gianni Maroccolo. "Noi abbiamo sempre avuto una gran sfiga con i batteristi… Sono persone a cui vogliamo bene, ma non siamo mai riusciti a trovare il suono giusto". Non presenti fisicamente oggi, ma presenti in alcune tracce sono anche due musicisti che hanno fatto parte della prima versione dei PGR, Francesco Magnelli e Ginevra DiMarco: "Il progetto è stato condiviso ancora con loro, ovviamente", dice Ferretti. "Abbiamo da tempo lasciato da parte le divergenze che ci separarono, anche se ognuno ha preso la sua strada. Io percepisco la voce di Ginevra ancora come una parte della mia. Quando c'era lei, che era la perfetta voce femminile, io ho potuto giocare con il lato maschile della mia voce, abbassando i toni".
Poi, quella che più che una presentazione di un disco è diventata una chiacchierata a ruota libera, finisce sugli impegni dei singoli. Battiato racconta del suo anno di pausa, dice che ha pronta una nuova sceneggiatura per un film, dedicato alla vita del compositore Handel, ma aspetta qualcuno che lo voglia produrre. Ferretti racconta della sua vita sull'Appennino,  alla cui gente ha dedicato anche un libro: "Io ho preso un impegno gravoso nel quotidiano, ma che è una benedizione di Dio, che è quello di prendermi cura di mia madre", spiega. Poi accenna alla sua grande passione, i cavalli. "Ho cominciato una storia con un giovane cavallo che era destinato al macello, e che è ancora intrattabile, e che assieme ad un domatore stiamo cercando di recuperare. Magari tra due anni ci vedremo alla fiera del cavallo di Milano per dimostrare che tutti abbiamo una chance…".
Un ultimo cenno a due questioni che hanno fatto discutere molto: il rapporto con Massimo Zamboni, il suo alter ego nei CCCP e nei CSI, con cui si è recentemente reincontrato dopo anni di separazione: "Io e Massimo ci siamo rivisti, è stata una botta emotiva fortissima, anche se tutto si è svolto con tranquillità. Sembrava che non fosse mai passato il tempo. Però quella con Massimo in questo momento è una storia privata, anche se devo all'incontro con lui la mia vita pubblica". E poi, infine, un inevitabile cenno alle sue dichiarazioni di voto in occasione delle elezioni regionali, che tanto hanno fatto discutere anche qua su Rockol: "E' una cosa che mi è stata estorta", spiega Ferretti. "Il giornalista del Resto del Carlino, che conosco da 35 anni, mi ha telefonato a casa… Ho risposto al telefono quasi per caso, quel giorno lì ero gentile, avrei dovuto semplicemente mandarlo affanculo. Il punto è che non faccio politica, non mi interessa. Vivo in un paese di poche anime e ho votato Lega per una serie di piccoli motivi che sono noiosi per me, figuriamoci per gli altri… Sono stato di sinistra per tutta la vita, adesso non lo sono più e di politica parlo con difficoltà".

 

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