Rockol Awards 2021 - Vota!

La guerra con le radio: i discografici fanno quadrato

Jolly President Hotel di Milano, lunedì 24 maggio: tutti (beh, quasi tutti: ne riparleremo presto) riuniti al tavolo dei relatori o accomodati in platea, i discografici italiani fanno quadrato contro i dieci network radiofonici nazionali che dall’8 maggio scorso hanno bloccato la programmazione delle novità discografiche in segno di protesta contro la richiesta di aumento, a loro modo di vedere ingiustificata, dei diritti connessi dovuti per la pubblica diffusione di musica registrata. Ma, a differenza dei fanti del 1915, non sono qui per varcare il Piave, entrare in una guerra senza se e senza ma o marcare una linea di non ritorno. Piuttosto per spiegare, replicare, eccepire, distinguere, sottolineare; lasciando aperto uno spiraglio alla trattaviva  (ora la materia è in mano a giudici e avvocati, e chissà quanto ci vorrà prima di una sentenza) ma restando irremovibili nelle loro convinzioni di base. E' una questione di soldi (pochi, visto che in ballo ci sono 2 milioni di euro di incassi l’anno - l’1 % dei ricavi lordi globali dei network, 200 milioni di euro l’anno - e 5 milioni di euro di arretrati accumulati da quando, a partire dall’inizio del 2008, le radio hanno iniziato a interrompere, frammentare o dilazionare i pagamenti) ma soprattutto di principio, per non creare pericolosi precedenti ed erigere una barriera a difesa del diritto connesso.  

    Jolly President Hotel di Milano, lunedì 24 maggio: tutti (beh, quasi tutti: ne riparleremo presto) riuniti al tavolo dei relatori o accomodati in platea, i discografici italiani fanno quadrato contro i dieci network radiofonici nazionali che dall’8 maggio scorso hanno bloccato la programmazione delle novità discografiche in segno di protesta contro la richiesta di aumento, a loro modo di vedere ingiustificata, dei diritti connessi dovuti per la pubblica diffusione di musica registrata. Ma, a differenza dei fanti del 1915, non sono qui per varcare il Piave, entrare in una guerra senza se e senza ma o marcare una linea di non ritorno. Piuttosto per spiegare, replicare, eccepire, distinguere, sottolineare; lasciando aperto uno spiraglio alla trattaviva  (ora la materia è in mano a giudici e avvocati, e chissà quanto ci vorrà prima di una sentenza) ma restando irremovibili nelle loro convinzioni di base. E' una questione di soldi (pochi, visto che in ballo ci sono 2 milioni di euro di incassi l’anno - l’1 % dei ricavi lordi globali dei network, 200 milioni di euro l’anno - e 5 milioni di euro di arretrati accumulati da quando, a partire dall’inizio del 2008, le radio hanno iniziato a interrompere, frammentare o dilazionare i pagamenti) ma soprattutto di principio, per non creare pericolosi precedenti ed erigere una barriera a difesa del diritto connesso.  

Questo è un contenuto esclusivo per gli iscritti a Music Biz

controllo dell'utente in corso
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.