I network non passano in radio i nuovi dischi: è guerra sui diritti 'connessi'

Radio vs. SCF, muro contro muro. Da inizio settimana, i maggiori network radiofonici privati hanno praticamente sospeso la programmazione delle novità discografiche congelando di fatto le playlist: la clamorosa “serrata” è l’ultimo episodio di un duro confronto che perdura da quasi un anno e mezzo e che ha per oggetto l’entità dei diritti “connessi” dovuti alle case discografiche per la pubblica diffusione di musica registrata. Scaduto nel 2006 l’accordo preesistente, le trattative finalizzate ad un rinnovo del contratto erano proseguite senza esito fino al dicembre del 2008, per poi interrompersi del tutto. A seguito di  quell’impasse la SCF aveva avviato cinque diverse azioni giudiziarie nelle sedi territorialmente competenti, a Milano e a Roma: destinatarie  Radio DeeJay, Radio Capital e m2o del gruppo L’Espresso, Radio 105, Radio Montecarlo e Virgin Radio del gruppo Finelco, più RTL 102.5, RDS, Radio 101 e Radio Italia Solo Musica Italiana. Convocate davanti ai giudici lo scorso mese di marzo per un  tentativo di conciliazione in extremis, le parti sono rimaste sulle loro posizioni, e i network nazionali associati a RNA hanno messo in atto una inedita e inattesa contromossa: invitando le singole case discografiche a firmare una liberatoria che li sollevasse dall’obbligo di versare i diritti “connessi” sui passaggi in radio dei nuovi “promo”  arrivati in redazione. Dal momento che nessuna etichetta consorziata a SCF ha firmato il documento, le stesse dieci radio hanno deciso di “chiudere” l’accesso ai palinsesti.

    Radio vs. SCF, muro contro muro. Da inizio settimana, i maggiori network radiofonici privati hanno praticamente sospeso la programmazione delle novità discografiche congelando di fatto le playlist: la clamorosa “serrata” è l’ultimo episodio di un duro confronto che perdura da quasi un anno e mezzo e che ha per oggetto l’entità dei diritti “connessi” dovuti alle case discografiche per la pubblica diffusione di musica registrata. Scaduto nel 2006 l’accordo preesistente, le trattative finalizzate ad un rinnovo del contratto erano proseguite senza esito fino al dicembre del 2008, per poi interrompersi del tutto. A seguito di  quell’impasse la SCF aveva avviato cinque diverse azioni giudiziarie nelle sedi territorialmente competenti, a Milano e a Roma: destinatarie  Radio DeeJay, Radio Capital e m2o del gruppo L’Espresso, Radio 105, Radio Montecarlo e Virgin Radio del gruppo Finelco, più RTL 102.5, RDS, Radio 101 e Radio Italia Solo Musica Italiana. Convocate davanti ai giudici lo scorso mese di marzo per un  tentativo di conciliazione in extremis, le parti sono rimaste sulle loro posizioni, e i network nazionali associati a RNA hanno messo in atto una inedita e inattesa contromossa: invitando le singole case discografiche a firmare una liberatoria che li sollevasse dall’obbligo di versare i diritti “connessi” sui passaggi in radio dei nuovi “promo”  arrivati in redazione. Dal momento che nessuna etichetta consorziata a SCF ha firmato il documento, le stesse dieci radio hanno deciso di “chiudere” l’accesso ai palinsesti.

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