Dio sceglie le canzoni, Alice le canta (e vuole incontrare il Papa)

Dio sceglie le canzoni, Alice le canta (e vuole incontrare il Papa)
E' uscito da qualche giorno "God is my dj", di Alice: un album realizzato con Francesco Messina, che lo definisce come "ricerca del sacro nella musica, più che musica sacra". Quindici canzoni riunite in un progetto nato un anno fa, in forma di concerto, in occasione della rassegna "La musica dei cieli". Da David Crosby (due brani) ad Arvo Pärt fino a musicisti baltici e cividalesi, si tratta di un album che non si pone confini nel suo approccio "laico e panteista", come lo definisce Messina, alla musica sacra. Aggiunge Messina: «La scelta di interpretare brani di compositori provenienti dalla musica pop non è casuale, perché nel Novecento abbiamo avuto molta musica sacra su commissione, che tranne alcuni esempi non ha saputo rappresentare quello slancio che invece si trova in artisti come Battiato o i Popol Vuh» .
Alice ha presentato alcuni di questi brani a Milano, alla Rotonda di via Besana - luogo che fino al 9 gennaio ospiterà la rassegna "Tibet: arte e spiritualità". Ed è proprio sotto la gigantesca statua di Cenresig, il Buddha della Compassione (proveniente dal set di "Kundun" di Scorsese) che Alice ha intonato alcuni dei brani del disco, tra i quali "Jesus blood never failed me yet" (la famosa registrazione della voce di un barbone che Gavin Bryars trasformò in canzone per un album della "Obscure Records" di Brian Eno) e "Un oceano di silenzio" di Battiato - regalando attimi di stupore ai presenti con un salto dalle ottave più basse delle strofe a un ritornello cantato come soprano. «E' il pezzo, che lo richiede» , spiega la cantante: «Io mi sono buttata, giocando, in una gamma vocale per me nuova. Del resto questo disco è sicuramente il più vocale che ho mai fatto» . "God is my dj" sarà presentato a partire da sabato 11 dicembre in quattro duomi e basiliche pugliesi. Dopo di che, nessuna preclusione: «Farò un altro disco pop, proseguendo nell'altra direzione del mio percorso artistico. Sanremo? E' un santo che si può prendere in considerazione in base alle circostanze...» . Quanto alla coincidenza tra il "Dio dj" del titolo e quello descritto dai Faithless, Alice e Messina spiegano: «E' una cosa che abbiamo "scoperto per strada". La differenza è che il nostro Dio fa il dj, mentre il loro dio è il dj» . E parlando di religione, l'approccio "laico e panteista" alla musica sacra e il luogo scelto per presentarlo, portando i canti gregoriani tra i mandala, Alice precisa: «Come la maggior parte degli italiani sono cattolica, e cerco di essere una buona cristiana. E' proprio per questo che sono aperta alla ricerca della verità e a un'evoluzione spirituale. Ho avuto il privilegio di incontrare, alcuni anni fa, il Dalai Lama, ed è stato un incontro che mi ha lasciato qualcosa di immenso. Sono molto vicina alla causa tibetana anche se non sono buddhista. A questo punto mi piacerebbe avere il privilegio di incontrare il nostro Papa».
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