Grazia Verasani: 'Dopo 'Quo vadis baby?' sono tornata alla musica'

Canzoni e libri, sempre sotto il segno del noir. Molti conoscono Grazia Verasani per il libro "Quo vadis baby?", il romanzo giallo che ha ispirato l'omonimo film di Gabriele Salvatores e la serie televisiva su Sky.

Ma Grazia, nonostante sia ormai una scrittrice di successo, in realtà ha cominciato come cantautrice. Ha pubblicato il suo primo disco "Nata mai" nel 1996. Ora però ha deciso di tornare al suo primo amore, la musica, e ha pubblicato "Sotto un cielo blu diluvio", un album di 12 canzoni inedite scritte e cantate da lei. Il lavoro, distribuito da NdA, è accompagnato anche da "Cinque donne facili", un racconto di ambientazione musicale. "Il mio primo approccio con l'arte è nato proprio al conservatorio, dove ho studiato pianoforte - racconta la scrittrice-cantautrice - dopo gli studi ho inciso l'album, ho girato un sacco in tournée con il mio gruppo, facendo anche da spalla ai .Jethro Tull. Poi però l'ambiente della musica e della discografia mi hanno un po' stancata e ho deciso di allontanarmi. È stato doloroso, ma necessario".

Dopo il successo di "Quo vadis baby?" e degli altri romanzi però tutto è cambiato ed è tornata la voglia di scrivere canzoni: "Senza quei libri non sarei mai riuscita a tornare a fare musica, ma per fortuna sono una ragazza immatura e incosciente. Così ho deciso di riprovarci". Al progetto hanno collaborato diversi musicisti, tra cui Arturo Stalteri, pianista, al secolo leader del gruppo prog-rock Pierrot Lunaire e conduttore di Radio 3. "Ho avuto la fortuna di collaborare con ottimi musicisti, non solo con Arturo del quale sono amica da tempo - racconta Grazia - è stato bello lavorare senza grosse pressioni addosso, ci siamo divertiti".

Molte delle canzoni dell'album, come "Posso", "Sotto un cielo blu diluvio" e "Dice Sandra", hanno ambientazioni e atmosfere simili a quelle dei romanzi di Grazia: night club, piccoli bar notturni e fumosi, luoghi ideali per un romanzo giallo. "Girare l'Italia suonando nei piccoli club sarebbe il mio sogno - confessa la Verasani - accompagnata solo dal mio pianoforte, ma so che è impossibile". Anche il racconto breve allegato al cd è ricco di riferimenti musicali, spesso molto dettagliati: dal jazz ai Clash, dai Devo a Lucio Dalla. "Ascolto di tutto: amo Nick Cave e John Foxx. Tra le artiste italiane mi piace Nada, con la quale ho duettato nel 2000, ma trovo che Mia Martini fosse unica".

Praticamente tutte le storie che lei racconta, siano canzoni o romanzi, hanno per protagonista una donna, perché? "Io amo profondamente gli uomini, per questo amo creare delle figure che entrino in conflitto con loro - risponde - non mi ritengo una femminista: amo solo certi tipi di donne, quelle che vanno un po' controcorrente, che sono irregolari e imprevedibili". Dopo la musica, Grazia Verasani sta tornando anche a scrivere: "Ho in cantiere un libro, ma non è un noir. Il titolo provvisorio è `Lettera all'amica´ ed è un romanzo molto autobiografico. L'idea è nata da `E´, una canzone di `Sotto un cielo blu diluvio´. Dovrebbe uscire entro la fine dell'anno. Ma mi piacerebbe fare anche un altro disco, una volta finito il libro". E se dovesse scegliere tra musica e libri, che farebbe? "Non saprei che fare: la letteratura ormai è il mio lavoro, ma la musica è il mio rifugio, come quei motel di provincia dove si rintanano le coppie clandestine".

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