NEWS   |   Italia / 06/05/2010

Giusy Ferreri canta con Luigi Tenco: 'Una magia che affronto con umiltà'

Giusy Ferreri canta con Luigi Tenco: 'Una magia che affronto con umiltà'

Per chiudere il ciclo dedicato al suo album di cover, “Fotografie”, Giusy Ferreri ha fatto il botto: nientemeno che un duetto virtuale con la voce di Luigi Tenco , stile Natalie e Nat King Cole, su “Ciao amore ciao”, operazione condotta a termine grazie alla collaborazione dell’editore BMG Rights Management (nella persona di Beppe Andreetto) e con il beneplacito dei familiari del cantautore, Graziella, Patrizia e Giuseppe Tenco (ma che ha già sollevato le ire dei fan duri e puri). Il brano, in questa nuova versione, va in radio da domani, 7 maggio, e sempre da domani è scaricabile da tutti gli store digitali; da martedì 11 sarà incluso anche nella iTunes Deluxe Edition di “Fotografie”, mentre chi ha acquistato in precedenza il Cd e risulta iscritto alla tecnologia Opendisc riceverà un codice per scaricarlo gratuitamente. “In realtà l’idea del duetto non è stata mia ma del direttore artistico della Sony, Roberto Rossi” ha spiegato oggi la Ferreri nel corso di un incontro con i giornalisti a Milano. “Personalmente, non avrei mai osato ambire a tanto. Ne abbiamo parlato e ho fatto presente i miei dubbi: volevo essere sicura che si trattasse di un’operazione rispettosa nei confronti di Luigi e della sua arte. Sapevo bene di andare a toccare un pezzo di storia, un patrimonio culturale del nostro paese, e mi ci sono avvicinata con grande umiltà. Quando però ho ascoltato i primi provini mi sono confortata anche perché, magicamente, le nostre tonalità risultavano compatibili. Mi sono adeguata io, riregistrando la mia parte vocale per rispettare le metriche originali della versione di Tenco, cantando nella stessa tonalità ma su un’ottava più alta. La parte cantata da lui è più grintosa e sembra fatta apposta per questo nuovo arrangiamento. Quando poi ho saputo che la famiglia Tenco aveva apprezzato il risultato, ne ho ricevuto un grande incoraggiamento.  Della canzone – che  nell’immaginario di tutti è ovviamente legata all’evento tragico e misterioso della sua morte – io ho voluto sottolineare il messaggio di speranza, di evoluzione e di libertà, la spinta a lasciare gli affetti più cari alla ricerca di qualcosa di nuovo”.

Per “Ciao amore ciao” Giusy ha preparato anche un videoclip, girato in una villa a Sirmione per la regia di Gaetano Morbioli: si tratta però della versione dell’album, senza la voce di Tenco: perché, spiega, “non c’è stato tempo di  trovare i filmati adatti, tra quelli conservati nelle teche Rai, e sarebbe stato necessario lavorarci a lungo.  Sarebbe stato ovviamente indelicato scegliere proprio l’esibizione di Sanremo…Però il risultato rende l’idea, c’è un’atmosfera in sospeso tra passato e presente. Nel mio prossimo show potrei anche proporre entrambe le versioni, nel giro promozionale degli store ho constatato che il pubblico, soprattutto quello maturo che ricorda l’originale, reagisce molto positivamente”. E  cosa colpisce di Tenco, in una trentunenne come Giusy che non ha avuto modo di viverlo in diretta? “Il fatto che fosse così avanti sui tempi. La sua grandissima poesia, ma anche la capacità di trattare temi sociali importanti, di presentare la cruda realtà e le storture del sistema: come fece in ‘Cara maestra’, che infatti ai tempi venne censurata. Credo che ascoltandolo le nuove generazioni possano trovare conforto, rendersi conto che già allora qualcuno parlava delle cose che le assillano. A un certo punto, quando si è trattato di scegliere quale canzone includere in ‘Fotografie’, ho anche dubitato che ‘Ciao amore ciao’ potesse essere la scelta giusta, dato il peso che si porta dietro, e avevo opzionato ‘Lontano lontano’. Ma quello era il mio pezzo preferito: ho sempre amato la versione di Dalida e anche quella, angelica ed eterea, che Giuni Russo incluse nell’album ‘Morirò d’amore’. L’ho conosciuta a Sanremo e per me è stato un privilegio”.

A proposito di Sanremo: si era parlato di un suo duetto con Mauro Ermanno Giovanardi, ex La Crus. “A dire il vero non ci pensavo proprio, e quando mi è arrivata la proposta sono un po’ caduta dal pero. Andare al Festival mi sembrava poco coerente con la scelta che avevamo fatto, l’album di cover. Però la canzone di Giovanardi era molto bella: peccato che non ci siamo trovati sulla tonalità, il pezzo era molto impegnativo, esteso su due ottave, e cantando un’ottava sopra lui nell’inciso avrei finito per andare a prendere note altissime o, peggio,  per steccare. Se mi piace la scena indie italiana? Certo, apprezzo molto gruppi come Afterhours e Marlene Kuntz, o anche il primissimo Vinicio Capossela. Paolo Benvegnù, di cui ho ripreso ‘Il mare verticale’, l’ho scoperto solo recentemente. Qualcuno mi ha regalato una copia di ‘Piccoli fragilissimi film’, da quel momento è diventata la colonna sonora dei miei spostamenti in auto durante i tour. Farsi strada nel mondo indipendente è molto difficile, ci sono un sacco di autori validissimi che sono anche ottimi strumentisti. Non come me, che strimpello la chitarra e il pianoforte per comporre. Quando ho iniziato ho bussato alla porta di tutte le major: la risposta tipica era che la mia voce aveva un timbro interessante, ma che le mie canzoni erano pesanti, con poche possibilità di arrivare al grande pubblico anche perché scrivo testi e musica d’istinto, spesso senza rispettare la classica struttura strofa-ritornello. Ho continuato a inseguire il sogno e ho anche accettato qualche compromesso: nel maggio del 2005 abbiamo fatto uscire un singolo, ‘Il party’, orecchiabile ed accessibile, e non è successo niente. Poi ho saputo di X Factor, e il resto lo sapete…”

Oggi non ha più questi problemi, e promette – per il febbraio/marzo 2011 – un album diverso. “Cominciamo proprio in questi giorni a provinare il mio materiale, cose che ho scritto in inverno durante un periodo di pausa o che ho recuperato dai cassetti. Con Adrian Berwick, il mio nuovo manager, con Rossi della Sony e con Michele Canova che ha prodotto i miei due dischi scremeremo il meglio e vedremo cosa fare, anche perché sono arrivate proposte da autori importanti. ‘Fotografie’ è stato un album di transizione, di sicuro, con il nuovo disco, dovrò trovare una mia identità musicale e abbandonare lo stile rétro, anni Sessanta, che mi ha caratterizzato finora. Ci saranno probabilmente sonorità più rockeggianti, più blues e più dark, anche se magari inseririremo qualche canzone più pop ed accessibile per garantire una continuità con il passato. Mi sono chiesta se le gratificazioni di quest’ultimo periodo avrebbero cambiato il mio stile di scrittura, dettato un tempo dalla frustrazione e dalla sensazione di non sentirmi capita. E invece no, l’elemento dark è rimasto. Chi le ascolta, mi dice spesso che le mie canzoni hanno troppo sangue, che sono troppo vampiresche. Ne ho preso spunto per il logo del nuovo tour che inizia il 31 maggio a Osimo con una data zero: un cuore molto gotico con ali di pipistrello”. 

 

 

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