A Torino un film su Nina Hagen e ‘Elvis’, di Carpenter

Su "La Stampa" Alessandra Levantesi dedica un articolo al diciassettesimo FilmFestival di Torino, che ieri ha mostrato al pubblico due pellicole relative a due rockstar. «Sullo schermo irrompono figure di grandi "non omologabili", come le rockstar Elvis Presley e Nina Hagen: il primo protagonista di una cinebiografia di finzione realizzata nel ‘79 da John Carpenter per la Nbc Tv, la seconda del documentario che le ha dedicato il connazionale Peter Sempel nel ‘98. (...) Elvis detto The Pelvis, Elvis che debutta cantando i Salmi nella chiesa evangelica e all’apice della fama cerca conforto nella Bibbia, Elvis che sente un gran vuoto e non sa come colmarlo: attraverso i misteriosi meandri del mondo del rock è breve il passo da questo astro immaginario alla vera Nina Hagen della pellicola di Sempel. Nina che negli anni ‘70 fugge dal ghetto repressivo della Germania Est; Nina che fa scandalo masturbandosi alla televisione austriaca negli anni ‘80; Nina che preferisce il cioccolato agli uomini perché gliene hanno fatte passare troppe; Nina con le calze a rete e mille parrucche rosse gialle verdi rosa nere sopra i capelli cortissimi. E ancora Nina inneggiata dagli amici Jonas Mekas e Lemmy, Nina con la figlia Cosma Shiva e la madre Eva, Nina impegnata sul fronte animalista e di Amnesty International, Nina che insegue l’amore universale sulle tracce di Budda. Tutto imbastito sull’accumulo di musica, suoni, frasi e visioni in sottofondo all’immagine dominante della protagonista, il film ne fa emergere la virulenta inquietudine. Mostrando che la sua maschera punk affonda le radici nella cultura espressionista e che dietro la rockettara fa idealmente capolino la nipotina di Brecht».
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