Gli Outkast più forti dell’eroina dei diritti civili Usa

Rosa Parks, uno degli i simboli delle battaglie per l’integrazione razziale in America, ha perso la causa che la opponeva agli Outkast. La 86enne Parks, che nel 1955 rifiutò di cedere il posto a un bianco su un autobus dell’Alabama, accusava i rappers, autori di un brano intitolato appunto "Rosa Parks" (1998), di aver associato il suo nome a una serie di parolacce e aggressioni verbali ai danni di donne e neri, e chiedeva una cifra che quasi fa sorridere (25.000 dollari) se rapportata a quelle normalmente chieste ai musicisti trascinati in tribunale, e ai milioni di copie vendute dagli Outkast. Un giudice di Detroit tuttavia ha concesso al duo la protezione della libertà di espressione concessa dal Primo Emendamento della Costituzione degli Usa. La signora Parks potrebbe ricorrere in appello, ma non ha ancora preso una decisione in merito; gli Outkast hanno fatto sapere che il loro pezzo, che ha ottenuto una nomination ai Grammy Awards, voleva essere "un omaggio" all'anziana donna.
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