Un concept album 'noir' per i Dream Theater, a Milano con il loro concerto

Un concept album 'noir' per i Dream Theater, a Milano con il loro concerto
Un concept album costruito sulla reincarnazione, sfruttando personaggi già presentati in un precedente e acclamato album, "Images and words". Un nuovo, grande successo. Statunitensi di Pennsylvania, considerati una delle band più importanti di progressive-rock, capaci di flirt potenti verso il metal, dominati dalla chitarra di John Petrucci e dal drumming potente e fantasioso di Mike Portnoy, i Dream Theater si presentano così, in Italia, forti del consenso che "Scenes from a memory" sta riscuotendo presso i propri fans. A poche ore dalla loro data al FilaForum di Assago, in programma per la sera di venerdì 19 novembre, Rockol ha incontrato i Dream Theater nella persona del tastierista Jordan Rudess, recente acquisto della band di Mike Portnoy e John Petrucci. "E' un album eccellente, credo, e la cosa bella è che contiene esattamente la musica che volevamo fare. E curiosamente è la stessa che avrebbero voluto i nostri fans", esordisce a proposito del disco nuovo, manifestando poi entusiasmo anche per il set live. "Questa sera quello che vedrete sarà ancora un concerto rock tradizionale. Ma alla fine di questo tour, che si concluderà il 26 novembre, torneremo negli States e dopo Natale inizieremo a lavorare al nuovo show, cercando di enfatizzare al massimo la componente teatrale del nuovo disco: credo che allora verrà fuori qualcosa di davvero sorprendente". Eh sì, perché "Scenes from a memory" - casomai non lo sapeste - racconta proprio una storia in piena regola: il protagonista, Nicholas, rivive nei suoi sogni la vita di un'altra persona, che poi - grazie al suo analista - scopre essere Victoria, una ragazza vissuta e morta all'inizio del secolo, in circostanze cruente. La ragazza era coinvolta in un triangolo amoroso con due fratelli - 'the miracle' & 'the sleeper', già protagonisti della celebre canzone dei Dream Theater "Metropolis part 1" - finito tragicamente. L'aver ritrovato se stesso grazie alla vita di un'altra persona permette a Nicholas di chiudere il disco con una nota di sollievo, dichiarandosi fermamente convinto della reincarnazione e della vita spirituale che prosegue anche dopo la morte fisica. "E' stato un lavoro molto accurato, che ha richiesto studi durati mesi", dice sorridendo Jordan, che però confessa candidamente di non aver scritto neanche una riga dei testi dell'album. "Mi sono limitato ad orchestrare tutte le mie parti di tastiera per fare in modo che funzionassero a dovere", dice, " e mi sembra di esserci riuscito. Il disco ha un ottimo suono e sicuramente apre una nuova fase nella carriera dei Dream Theater". Fatta di altri album concept? "Chi può dirlo... sicuramente il prossimo non sarà comunque un concept..." E un disco con l'orchestra? Sai, dopo i Metallica... "Quello mi piacerebbe molto di più. In effetti anche per questo disco sarebbe bello fare una cosa del genere. Staremo a vedere..." L'intervista completa a Jordan Rudeness andrà in onda nei prossimi giorni su Rockol.
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