Presentato a Milano 'Faber', un video dedicato a Fabrizio De André

Presentato a Milano 'Faber', un video dedicato a Fabrizio De André
Si è svolta la mattina di venerdì 19 novembre, a Milano, la presentazione di 'Faber', un video omaggio a Fabrizio De André realizzato da Bruno Bigoni e Romano Giuffrida (già autori, per le Edizioni Euresis, del volume "Accordi eretici. Saggi su Fabrizio De André"). In una delle sale del Palazzo della Provincia è stato proiettato il film, della durata di un'ora circa, nelle intenzioni degli autori "Un atto d'amore innanzitutto, che nasce dalla convinzione di avere un inestinguibile "debito" di poesia, di emozioni, di riflessioni con Fabrizio De André". Nel video passano in rassegna i luoghi del cantautore genovese - il porto di Genova visto dal mare (viene in mente quella canzone di Fossati che dice "Chi guarda Genova sappia che Genova si vede solo dal mare..."), gli stretti carrugi del quartiere a ridosso del porto, e poi la Sardegna dell'Agnata, il podere nel quale De André visse felice nonostante il sequestro che nel 1978 ne turbò la tranquillità, quella di Tempio Pausania, ma più di tutto il mare, che bagna tanto l'isola che la terra di Liguria -, i volti dei suoi amici di una volta - i "genovesi" Filippo Carcassi, Andrea Grillo, Vittorio Centenaro, Rinaldo Riotta - quelli di Sardegna, il fattore del podere l'Agnata Filippo, il capostazione Sandro Fresi, gli amici galluresi Giuseppe Visicale, Franco Maciocco e il parroco di Tempio Pausania Don Vico, e poi i musicisti, Mauro Pagani e Piero Milesi su tutti, a intrecciare ricordi e pensieri in libertà. Si ripercorrono gli anni giovanili di Fabrizio De André, si ricordano le sue prime canzoni, si ammira la quiete che lo circondava in Sardegna, si rievocano i giorni bui del suo sequestro di persona (insieme a Dori Ghezzi, e si legge la lettera scorata che De André scrisse al padre durante la prigionia: "Carò papà, sono passati più di tre mesi dal nostro sequestro e a quanto sembra tu non hai la minima intenzione di tirarci fuori. Mi dispiace dirtelo, ma sembra che tu voglia più bene ai tuoi soldi che a me, tuo figlio, e a Dori, madre della piccola Luvi..."), si comprende appieno l'amore che lo legava a quei luoghi selvaggi e incontaminati, ma si respira anche l'aria dei quartieri malfamati di Genova che riempiva le parole delle sue canzoni. Molto spazio è offerto a panorami e scorci naturali, in un film che inizia e si conclude con le immagini del mare che quasi sembra voler venir fuori dallo schermo, nel suo moto incessante. Momenti di silenzio, che aiutano a riflettere e a ritrovare la musica di De André dentro i luoghi in cui è nata. Lui, Faber, non si vede, ma in compenso si sente la sua voce, che alla fine saluta dicendo, "vado a fumarmi una sigaretta". Uno sberleffo finale, che stona un po' con il tono elegiaco del film ma che De André avrebbe sicuramente apprezzato. Prodotto da Minnie Ferrara & Associati, St/art produzioni e Provincia di Milano, girato con un budget minimo ma ciò nonostante assai curato, "Faber" è davvero un atto d'amore, a cui si perdonano limiti, ripetizioni e alcuni momenti di bassa tensione. La carica e l'affetto si sentono comunque in tutta la pellicola, che verrà presentata al Film Festival di Torino, nella sezione "Sopralluoghi italiani", domenica 21 novembre alle ore 17. Alla realizzazione di "Faber" ha contribuito anche Tele+, che trasmetterà la pellicola su Tele+Bianco sabato 8 e martedì 11 gennaio 2000, in occasione del primo anniversario della scomparsa del cantautore.
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