Nine Inch Nails: la musica nella mente di mr.Reznor

Nine Inch Nails: la musica nella mente di mr.Reznor
Mette una strana soggezione, Trent Reznor, ai giornalisti cui si offre in conferenza stampa in occasione del suo concerto milanese. Probabilmente è difficile per tutti inquadrare il personaggio, incasellarlo, fare domande più adatte a definirne lo spessore artistico davanti a tutti. Un po’ come a scuola davanti a un professore, anche i colleghi più navigati sembrano nascondersi. Ma è possibile anche che nessuno si senta di fare domande su "The fragile" perché ancora occupati a studiarlo - dopo tutto, si tratta di più di cento minuti di musica, assalti emozionali, sommessi incubi e contemplazione di una "decay", una decadenza che è uno dei concetti più ricorrenti nel doppio album.
Trent si presenta con il gruppo che lo accompagna in tour, anche se tutti sanno che in studio di registrazione i Nine Inch Nails sono quasi totalmente un uomo solo, ovvero lui. «Credo che i nostri concerti saranno più viscerali rispetto al disco» , si limita a commentare. A chi chiede come sia cambiata la sua musica, e come abbia trovato cambiato il panorama musicale rispetto al suo disco precedente (datato 1994), risponde: «"Fragile" è un disco più maturo rispetto a "Downward spiral". In effetti non ho prestato molta attenzione a quanto è successo in questi ultimi anni... Sono stato più attento a quanto succedeva dentro di me, che non fuori. Devo dire che dopo due anni passati a lavorare a questo disco, chiuso in studio di registrazione, non ho notato, una volta uscito, cose che mi abbiano particolarmente impressionato. Prima di mettermi al lavoro mi ero interessato al drum’n’bass, e alla musica dance. Tutti pensavano che la musica elettronica avrebbe presto preso il sopravvento, ma a quanto pare non è successo» .
Reznor ricorda poi come momenti molto importanti della sua carriera la frequentazione di David Bowie e David Lynch, e poi il lavoro di produttore di "Antichrist superstar" di Marilyn Manson. A proposito, è vero che hanno litigato? «Abbiamo avuto dei dissapori, ma a livello personale più che artistico. Rimaniamo comunque amici» , taglia corto Trent.
Il nome di David Lynch chiama in causa il suo rapporto con la parte visuale della musica (sono sue le colonne sonore di "Natural born killers" di Oliver Stone, "The lost highways" di Lynch e del videogame "Quake"). «Quando scrivo una canzone parto da un’atmosfera che immagino nella mia mente, che riesco a vedere. Dalla quale scaturisce poi qualcosa che prende la forma di canzone» , spiega. Prima di salutare.
Dall'archivio di Rockol - Nine Inch Nails: perché si chiamano così?
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