La storia dei Grammy in un cofanetto

La storia dei Grammy in un cofanetto
E’ uscito "The ultimate Grammy box", una raccolta che, mescolando i vincitori dei famosi premi musicali americani e brani suggeriti dalla Hall of Fame, si propone di illustrare gli ultimi 40 anni di musica in quattro cd. Michael Greene, presidente della società che ha istituito i premi Grammy, la National Academy of Recording Arts and Sciences, spiega: «Le due difficoltà maggiori erano: decidere cosa lasciare fuori, e sistemare tutta questa musica così diversa in modo lineare. Abbiamo cercato di immaginare una radio che suonasse tutti questi generi differenti. Ora che ci abbiamo provato, ho la certezza che se esistesse una radio del genere, avrebbe successo» . Qualcuno è rimasto esterrefatto dal sentire "My heart will go on" accanto a "Hello, Dolly", ma Greene afferma: «Ho avuto dei responsi lusinghieri da alcuni degli artisti chiamati in causa. Chris Cornell dei Soundgarden mi ha chiesto dove avevamo messo la loro "Black hole sun". Gli ho risposto che era collocata tra "Shining star" degli Earth, Wind & Fire e "To Zion" di Lauryn Hill. Mi ha detto: "Non avrei mai pensato a mettere questa roba assieme, ma, wow, è una bella storia!"» . Quanto al ricorso alla Hall of Fame, Greene spiega: «La nostra organizzazione negli anni ’70 e ’80 ha dormicchiato. Non ha dato importanza alla musica che la gente ascoltava davvero. Ecco perché abbiamo usato brani dalla Hall of Fame: c’è stato un periodo in cui i Grammy non corrispondevano alla musica in auge. Ma ora tutto è cambiato, anche se non soddisferemo mai i critici. L’unica cosa che mi rattrista è che non c’è un brano di Frank Sinatra. Abbiamo avuto problemi con gli eredi» , ha concluso.
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