Pirateria: azienda americana condannata a oltre 26 miliardi di risarcimento all’industria discografica

La Recording Industry Association of America (RIAA), associazione che rappresenta l'industria discografica, ha ottenuto da una corte USA un risarcimento di 13.7 milioni di dollari (pari oltre 26 miliardi di lire) nel giudizio contro la Global Arts Productions e il suo titolare Danny Jordan. Si tratta del più alto risarcimento danni ottenuto fino ad oggi dall'industria discografica. Danny Jordan e la società Global Arts Productions erano accusati di avere venduto o ceduto in licenza in tutto il mondo registrazioni di popolari artisti di catalogo.
Jordan e la Global Arts, con sede a Tamarac, Florida, sono stati identificati come una delle maggiori organizzazioni pirata mondiali, la quale, mediante sistemi di licenza fraudolenti ha fornito a decine di aziende, anche europee, master di note registrazioni. Cd pirata ricondotti alla società illegale americana sono stati rinvenuti in oltre venti Paesi, tra i quali l'Italia, e il successo nell'indagine è stato possibile grazie alla collaborazione di tutte le maggiori organizzazioni antipirateria, che hanno raccolto prove per oltre tre anni.
Nel giudizio, tenutosi in USA, sono stati individuati oltre 137 brani illegali per i quali il magistrato ha ordinato una risarcimento, in favore delle maggiori aziende discografiche, di 100 mila dollari a canzone, quasi tutte hits antecedenti il 1972 e riguardanti artisti quali Frank Sinatra, ZZ Top, Dean Martin, Cat Stevens, Joe Cocker, Barry White, Linda Rondstadt, The Doors, The Mamas & The Papas, The Who, Simon & Garfunkel e Neil Diamond.
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